Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Il Tribunale di Firenze ed il Tribunale di Bologna, con due sentenza emesse dopo l’entrata in vigore del D.L. n. 113/18, hanno comunque ritenuto di riconoscere al ricorrente la protezione umanitaria. I Giudici hanno affermato che, nonostante l’art. 5 del D.L. n. 113/18 abbia disposto l’abrogazione della protezione umanitaria, i nuovi criteri non possano trovare applicazione ai procedimenti iniziati in epoca precedente al 5/10/18. Ciò in quanto la nuova previsione di riduzione dei casi di rilascio di permesso di soggiorno “umanitario” ai soli “casi speciali” ha natura sostanziale e non solo processuale. Inoltre, come già chiarito dalla giurisprudenza, la protezione umanitaria rappresenta una delle tre componenti del diritto di asilo costituzionalmente protetto ed è ,quindi, una condizione che preesiste al suo riconoscimento e che va accertata a non riconosciuta.

pdfProtezione umanitaria dopo DL 113/18

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Il D.L. n. 113/2018 ha modificato il termine previsto per la conclusione del procedimento di concessione della cittadinanza italiana che passa dai 730 giorni previsto dal regolamento di attuazione all’attuale termine di 48 mesi previsto dal nuovo art. 9 bis L. 91/1992. Il nuovo termine si applica anche ai procedimenti in corso. Nello stesso decreto è anche previsto l’aumento dell’importo del contributo previsto per le richieste di cittadinanza da 200 euro a 250 euro.

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Con l’art. 1 del D.L. n. 113/2018 è stata disposta la modifica dell’art. 5, co. 6 D.lgs. 286/98 con l’abrogazione della disposizione che prevedeva il rilascio del permesso di soggiorno in presenza di gravi motivi di carattere umanitario o risultante da obblighi costituzionali o internazionali. Il decreto prevede l’introduzione di nuovi permesso di soggiorno di carattere temporaneo per salute, per calamità naturale oppure per particolare valore civile.

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Con la pubblicazione sulla G.U. del 4 ottobre 2018, è entrato in vigore il D.L. cd. “Sicurezza” contenente tra l’altro disposizioni in materia di protezione umanitaria ed internazionale anche con riferimento all’accoglienza, in tema di espulsioni e trattenimento nei C.P.R. nonché di iscrizione anagrafica e cittadinanza. Il D.L. è ora approdato al Parlamento per la conversione in legge che dovrà avvenire entro il 3 dicembre 2018.

pdfD.L. Sicurezza

 

 

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Con la D.D 16 febbraio 2018, n. 117, la Regione Piemonte aveva approvato la scheda informativa riassuntiva sulle procedure per l'accertamento dell'eta dei minori stranieri non accompagnati in Piemonte contenente le finalità e tipologia degli accertamenti medici ai quali il minore straniero non accompagnato sarà sottoposto ai fini dell'accertamento della propria età, sulle conseguenze giuridiche delle risultanze e su quelle di un eventuale rifiuto a sottoporsi all'indagine. Come disposto nella stessa determina le schede sono state ora tradotte in albanese, arabo, francese, inglese e spagnolo.

pdfDetermina Accertamento Età

Albanese, Arabo, Francese, Inglese, Spagnolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

In data 20 agosto 2018 è stato pubblicato il nuovo bando per la selezione di volontari in Servizio Civile Universale (SCU). Il programma è rivolto a giovani tra i 18 e 28 anni che vogliono diventare volontari/e di Servizio Civile partecipando a progetti che si realizzeranno tra il 2018 e il 2019 in Italia e all’estero. La quota complessiva è di 53.363 posti di cui 28.967 previsti dal bando nazionale e 24.396 dai diversi bandi regionali. Possono accedere al programma tutti i cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Italia, inclusi richiedenti asilo e beneficiari di protezione internazionale e umanitaria.
Inoltre, per i soli progetti realizzati in Italia, il bando riserva 190 posti a giovani stranieri titolari di protezione internazionale o umanitaria. Il termine di invio della domanda è fissato al 28 settembre 2018. Tutte le informazioni sono presenti sul sito http://www.scelgoilserviziocivile.gov.it/

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

La Commissione Nazionale per il Diritto di Asilo, con la Circolare dell’8 agosto 2018, ha affermato la necessità di dare attuazione alla norme previste dalla L. 46/2017 in tema di notifica via PEC dei provvedimenti delle Commissioni Territoriali per il riconoscimento della Protezione Internazionale. Com’è noto l’entrata di vigore della procedura che prevede le notifiche ai richiedenti asilo tramite PEC con consegna del provvedimento da parte del responsabile del centro o la struttura ove questi sia accolto era stata sospesa con la Circolare del 10 agosto 2017. Ora la Commissione Nazionale chiede alle Commissioni territoriali di comunicare l’indirizzo di posta elettronica certificata ed il nominativo del responsabile del servizio di notificazione entro il 31 agosto 2018. L’avvio della procedura è fissato per il 30 settembre 2018.

pdfCircolare Notificazioni PEC

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Il Decreto Legislativo n. 71 dell'11 maggio 2018 ha modificato l'art. 27 ter del T.U. Immigrazione in tema ingresso e soggiorno per ricerca. Le nuove disposizioni hanno la finalità di semplificare e accelerare le procedure di rilascio del nulla osta e del permesso di soggiorno per ricercatore per i possessori di un dottorato e altro titolo di studio superiore. Ai ricercatori sarà, inoltre, consentito di effettuare il ricongiungimento familiare indipendentemente dalla durata del suo permesso di soggiorno, fermi restando i requisiti di alloggio e di reddito. Al termine del periodo di ricerca previsto, il titolare di permesso di soggiorno per ricercatore potrà dichiarare la propria immediata disponibilita' allo svolgimento di attivita' lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro e potrà chiedere il rilascio di un permesso di soggiorno di durata non inferiore a nove e non superiore a dodici mesi al fine di cercare un'occupazione o avviare un'impresa coerente con l'attivita' di ricerca completata. Le nuove disposizioni prevedono anche che lo straniero titolare di un permesso di soggiorno per ricerca in corso di validita' rilasciato da un altro Stato membro dell'Unione europea possa essere autorizzato a soggiornare in Italia al fine di proseguire la ricerca iniziata nell'altro Stato Membro. 

pdfD. Lgs. n. 71 del 2018

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Il Ministero dell'Interno, con la Circolare del 4 luglio 2018, ha inteso fornire alle Commissioni Territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale alcuni chiarimenti sui presupposti per il riconoscimento della protezione umanitaria. L'Amministrazione sottolinea come il riconoscimento di tale forma di protezione debba avvenire nell'ambito dei principi già consolidati dalla giurisprudenza, in particolare la sentenza della Corte di Cassazione n. 4455 del 23 febbraio 2018, richiamando le Commissioni a valutare in maniera rigorosa le condizioni di vulnerabilità del richiedente, non riconducibili a condizioni di mera difficoltà bensì, come specificato nella sentenza citata, riferibili a condizioni di partenza di privazione o violazione dei diritti umani nel Paese di origine.

pdfCircolare Min. Interno 4 luglio 2018

 

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Il Decreto Legislativo n. 71 dell'11 maggio 2018 ha modificato l'art. 27 bis del T.U. Immigrazione introducendo nuove disposizioni in tema di ingresso e soggiorno per volontariato. Le norme appena entrate in vigore regolano l'ingresso e il soggiorno di cittadini stranieri di età compresa tra i 25 e i 35 anni per la partecipazione ad un programma di attivita' di volontariato di interesse generale e di utilita' sociale nell'ambito di una quota stabilita da un decreto che verrà emanato entro il 30 giugno di ogni anno. L'ingresso potrà avvenire previo nulla osta rilasciato in base alla sussistenza di diversi requisiti quali l'appartenenza del promotore dell'attività di volontariato a determinate categorie di enti senza scopo di lucro e di utilità sociale, la stipula di una convenzione tra volontario ed ente indicante in dettaglio le attività da svolgere, la polizza assicurativa e la copertura delle spese di viaggio, vitto, alloggio. Il permesso di soggiorno verrà rilascaito con la dicitura «volontario» per la durata del programma di volontariato e di norma per un periodo non superiore ad un anno.

 

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Con la nota del 25 maggio 2018, l’ANPAL (Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro) chiarisce l’interpretazione della nozione di “residenza” richiesta per accedere alle politiche attive del lavoro da parte dei richiedenti protezione internazionale. L’Agenzia ha ritenuto di interpretare estensivamente il termine “residenti” ritenendo sufficiente, ai fini dell’accesso ai servizi per l’impiego, la prova della dimora abituale. Ciò in quanto per il richiedente asilo, ai sensi l’articolo 5, comma 3, del D.Lgs. 142/2015, il centro o la struttura dove è accolto rappresenta luogo di dimora abituale ai fini della iscrizione anagrafica.

 pdfComunicazione ANPAL

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Con la Sentenza n. 5850 del 24 maggio 2018, il Tribunale Amministrativo per il Lazio ha confermato la legittimità del diniego di visto per motivi di turismo sulla base della valutazione della sussistenza del c.d. “rischio migratorio”. L’interessato non è stato in grado di fornire all’Amministrazione la prova delle condizioni che giustificano il soggiorno dalle quali si potesse ritenere che egli avesse interesse a fare rientro nel Paese di origine alla scadenza del visto.

pdfTAR Lazio 5850/2018

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Con la nota n. 5070 del 2 maggio 2018, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha chiarito che il Reddito di Inclusione (R.E.I.) è una provvidenza economica oggetto di diritto soggettivo in base alla legislazione vigente. Per tale motivo il beneficio è concesso ai cittadini dell’UE ed i loro familiari titolari di diritto al soggiorno, ai cittadini non comunitari titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo ed ai titolari di protezione internazionale (status di rifugiato e protezione sussidiaria). La misura non è invece garantita ai titolari di protezione umanitaria.
Si segnala inoltre che i beneficiari devono essere residenti in via continuativa in Italia da almeno due anni al momento della presentazione della domanda.

pdfNota Ministero Lavoro prot. 5070/2018

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Il Tribunale Ordinario di Torino, con la sentenza del 9 maggio 2018, ha riconosciuto la propria competenza in una controversia in materia di accertamento dello stato di cittadinanza. Ciò in applicazione delle disposizioni introdotte con la L. 46/2017 che hanno assegnato alle sezioni specializzate del Tribunale Ordinario del luogo in cui ha dimora il ricorrente le controversie in tema di apolidia e cittadinanza. Pare, dunque, superata la distinzione tra le controversie relative alla richiesta di cittadinanza per matrimonio e quelle relative alla richiesta per residenza decennale in relazione alle quali risultava finora competente il Tribunale Amministrativo per il Lazio.

pdfTO 9 maggio 2018

 

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Con la Circolare congiunta n. 4079 del 7 maggio 2018, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e l’Ispettorato Nazionale per il Lavoro hanno finalmente chiarito che il cittadino straniero in possesso della ricevuta della richiesta di rilascio del permesso di soggiorno per motivi familiari può svolgere attività lavorativa. Questo perché, ai sensi dell’art. 14, co. 1 D.P.R. 394/99, il permesso per motivi familiari consente di svolgere attività lavorativa senza necessità di conversione in permesso per motivi di lavoro. Pertanto l’art. 5, co. 9 bis T.U. Immigrazione deve trovare applicazione anche per i permessi di soggiorno per motivi familiari.

pdfCircolare n. 4079 del 7 maggio 2018

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Il Tribunale di Roma, con la sentenza del 17 aprile 2018, ha dichiarato lo status di cittadini italiani dei discendenti, nati in Brasile, di un cittadino italiano deceduto senza rinunciare alla cittadinanza italiana né acquisire quella brasiliana. Il Tribunale ha ammesso il ricorso alla via giudiziale per l’accertamento della cittadinanza iure sanguinis in presenza di un grave ritardo da parte dell’Autorità Consolare italiana in Brasile a cui i ricorrenti si erano rivolti fin dal 2014. Nella sentenza si legge, infatti, che l’Amministrazione è tenuta ha rispettare il termine di 730 giorni previsto dall’art. 3 del D.P.R. 362/1994 e che l’incertezza in ordine al definizione della richiesta di riconoscimento della cittadinanza ed il decorso di un lasso irragionevole di tempo equivalgono ad un diniego che giustifica il ricorso alla tutela giurisdizionale.

pdfTribunale Roma 17 aprile 2018

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Il Tribunale Amministrativo per il Lazio, con la Sentenza n. 2935 del 27 febbraio 2018, ha affermato che, anche in assenza di una specifica norma sul punto il soggiorno a titolo di “assistenza minori” per un periodo di tempo sufficientemente lungo è “idoneo a costituire presupposto per richiedere un permesso a titolo diverso (come, ad esempio, il permesso per soggiornanti di lungo periodo, salva la verifica della sussistenza di tutti i requisiti richiesti e dell'assenza di elementi ostativi)”.
Il TAR ha, dunque, rinviato la questione alla Questura competente per una riesame della posizione della ricorrente ciò in quanto “Una diversa lettura, delle norme risulterebbe irragionevole perché finirebbe con il negare ogni possibilità di stabilizzazione a soggetti regolarmente soggiornanti in Italia anche da dieci e più anni, che ben possono avere instaurato solidi legami negli ambienti lavorativo, sociale e familiare".

 pdfTAR Lazio n.2935/2018

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca ha emanato la Circolare del 18 febbraio 2018 contenente le indicazioni per le procedura di ingresso e soggiorno degli studenti stranieri e internazionali per l’anno accademico 2018-2019. Nella circolare vengono indicate le procedure per l’immatricolazione e lo svolgimento della prova di conoscenza della lingua italiana. Alla Circolare sono allegati ulteriori chiarimenti sui titoli di studio esteri validi per l’iscrizione alla formazione superiore.

pdfCircolare anno accademico 2018/2019

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Nel Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte del 29 marzo 2018 è stata pubblicata la delibera n. 68-6173 del 15.12.2017 contenente l’ "Adozione ProtocolloTecnico regionale per l'accertamento dell'eta' dei minori stranierinon accompagnati (MSNA) presenti nel territorio piemontese edindividuazione delle Strutture Sanitarie Aziende Locali ed Ospedalierepreposte all'attuazione dei previsti procedimenti". Nella delibera vengono individuate le ASL TO4 – CHIVASSO - ASL CN1 – CUNEO e ASL NO - NOVARA come strutture Sanitarie presso le quali saranno svolte le attività di accertamento dell’età in regime ordinario. Nell’allegato A sono individuati i percorsi di accertamento dell’età e la metodologia da seguire per i MSNA in base alla L. 47 del 2017, per i minori vittime di tratta e per i minori inseriti in percorsi di giustizia minorile.

pdfDGR Regione Piemonte Accertamento Età MSNA

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

L’importo annuo dell’assegno sociale per il 2018 è pari ad euro 5.889,00 (euro 453,00 mensili per 13 mensilità).

Con un importo di euro 5.889,00 i limiti minimi di reddito per ricongiungimento familiare e richiesta di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo

sono:

Richiedente : 5.889,00 annui
Richiedente e 1 familiare : 8.833,50 € annui
Richiedente 3 2 familiari - 11.778,00 € annui
Più familiari aumento di € 2.944,50 per ogni familiare
Richiedente e 2 o più minori di 14 anni - 11.778,00 € annui
Richiedente e 2 o più minori di 14 anni e un familiare - 14.722,50 € annui

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 220/2017, dal 2 marzo 2018 la competenza per la nomina del tutore del minore straniero non accompagnato è stata trasferita dal Giudice tutelare presso il Tribunale Ordinario al Tribunale per i Minorenni. Con la Circolare n. 40356 del 27 febbraio 2018, il Ministero della Giustizia ha dato inoltre istruzioni per la creazione presso i Tribunali per i Minorenni del registro delle tutele dei minori con operatività a partire dal 2 marzo 2018.

pdfMin. Giustizia Circolare 27.2.18

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Il Tribunale di Milano, con l’ordinanza del 12 dicembre 2017, ha dichiarato il carattere discriminatorio del comportamento dell’INPS che, a seguito di una Circolare emanata dopo la L. 232/16, aveva ristretto il campo delle beneficiarie del cd. “premio nascita” solo alle madri non comunitarie in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. Il Giudice, dunque, ha ordinato all’INPS di eliminare la condotta discriminatoria estendendo il beneficio a tutte le madri regolarmente presenti in Italia e che rispondano ai requisiti previsti dalla legge.

pdfOrdinanza Trib Milano 12.12.17

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Con la sentenza n. 7671 del 14 febbraio 2017, il Tribunale Amministrativo per il Lazio ha ribadito che, in relazione alla richiesta di concessione della cittadinanza per naturalizzazione (art. 9 della L. n. 91 del 1992) la scadenza del termine di 730 giorni previsto per la conclusione del procedimento di concessione non impedisce l’emissione di un provvedimento negativo. Il mancato rispetto del termine di due anni consente al richiedente di presentare ricorso al giudice amministrativo che dichiarerà l’obbligo dell’Amministrazione di decidere sulla domanda.

pdfTAR Lazio 7671/2017

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 258 del 7 dicembre 2017, ha dichiarato l’illegittimità della disposizione della L. 91/1992 sulla cittadinanza nella parte in cui non prevede l’esonero dal giuramento della persona disabile che, a causa della sua patologia, non sia in grado di prestare il giuramento. L’imposizione del giuramento costituisce una forma di discriminazione e di emarginazione della persona affetta da disabilità che deve essere rimossa al fine di consentire anche alla persona affetta patologie psichiche l’acquisizione della cittadinanza.  L’esonero dal giuramento prescinde dal tipo di incapacità, rilevano l’impossibilità materiale di compiere l’atto in ragione della patologia in essere.

pdfSentenza Corte Costituzionale cittadinanza

pdfComunicato Stampa Cittadinanza

 

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4455 del 23 febbraio 2018, ha stabilito un importante principio in tema di riconoscimento della protezione umanitaria. La Suprema Corte, dopo un'attenta rassegna dei contenuti di questa forma di protezione nel quadro normativo italiano ed europeo, afferma che la stessa possa certamente essere riconosciuta a coloro che abbiano raggiunto un elevato grado di integrazione sociale e lavorativa nel nostro paese. Tuttavia tale requisito non può essere un fattore esclusivo di concessione della protezione ma è necessario anche un ulteriore approfondimento sulla condizione di vulnerabilità del richiedente volto ad accertare la sussistenza di situazioni di effettiva deprivazione dei diritti umani nel paese di origine.

pdfCassazione n. 4455/2018

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Il Tribunale di Bergamo, con l’ordinanza del 30 novembre 2017, ha stabilito che il cd. “premio alla nascita”, previsto dalla L. n. 232/16 e pari ad 800 euro, deve essere riconosciuto a tutte le madri, anche straniere, purché titolari di permesso unico lavoro. La legge, infatti, in un primo tempo aveva stabilito la corresponsione della somma senza distinzione di nazionalità ma, in seguito, una Circolare INPS aveva escluso dal beneficio tutte le cittadine straniere prive di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. Il Tribunale ha ritenuto che l’esclusione fosse in contrasto con il testo della legge e con la direttiva dell’Unione Europea n.2011/98 che garantisce la parità di trattamento nell’accesso alle prestazioni di maternità a tutti i migranti titolari di un permesso per famiglia o per lavoro.

pdfOrdinanza Trib. Bergamo 30.11.17

 

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Sul sito del Ministero dell'Interno sono state pubblicate le linee guida per l’identificazione delle vittime di tratta tra i richiedenti asilo. E' stata anche pubblicato l'allegato A contenente l'elenco aggiornato dei progetti presenti sul territorio. Le Linee Guida sono state elaborate nell’ambito del progetto “Meccanismi di coordinamento per le vittime di tratta”, realizzato dalla Commissione nazionale per il diritto di asilo e dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati - UNHCR e approvate dalla Commissione Nazionale per il Diritto d’Asilo

pdfLinee Guida Vittime di tratta

pdfAllegato A Aggiornato

 

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Il Giudice di Pace di Torino, con l’ordinanza del 22 novembre 2017, ha annullato il decreto di espulsione adottato nei confronti di un soggetto dichiaratosi minorenne al momento dello sbarco in Italia ma che, sottoposto ad accertamento sanitario, era stato considerato di età ossea pari o maggiore di anni 18. Nell’ambito del procedimento il minore aveva anche prodotto un certificato di nascita da cui risultava la sua minore età. Il Giudice, sul punto, ha ritenuto di seguire la procedura prevista per l’identificazione dei minori stranieri non accompagnati prevista dall’art. 19 bis D.Lgs. 142/2015 (recentemente introdotto con la L. 47 del 2017) ove si afferma che l’età viene prioritariamente dimostrata tramite documenti anagrafici e che, solo in caso di dubbio, il minore viene sottoposto ad accertamento socio-sanitario. Nel caso in esame, inoltre, il referto dell’accertamento sanitario non indicava il margine di errore come invece previsto obbligatoriamente dalla citata disposizione di legge.

pdfGDP Torino 22.11.17

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Con il messaggio del 13 febbraio 2018, l’INPS si adegua a quanto disposto dal Tribunale di Milano e estende il "premio nascita" a tutte le madri regolarmente soggiornanti sul Territorio Nazionale. Nel messaggio l’Ente dichiara di aver modificato la procedura di presentazione telematica della domanda in modo tale da consentire l’accesso anche alle madri titolari di un permesso diverso da quello per soggiornanti di lungo periodo. Viene, inoltre, previsto il riesame delle domande respinte in precedenza a seguito di richiesta di riesame da parte della richiedente su apposito modulo da presentare alla struttura presso cui era stata presentata la domanda. L’INPS, tuttavia, segnala di aver impugnato la decisione del Tribunale e che le somme corrisposte a questa tipologia di persone dovranno essere restituite nel caso in cui l’Autorità Giudiziaria si pronunciasse in maniera difforme dal Tribunale di Milano.

pdfMessaggio INPS del 13.02.2018

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Il Parlamento dell'Unione Europea ha approvato la proposta di riforma del Regolamento n. 604/2013 (cd. Regolamento Dublino III) già varato in sede di Commissione per le Libertà Civili, la Giustizia e gli Affari Interni. Si tratta di un testo destinato a mutare profondamente la disciplina della protezione internazionale poichè si propone di eliminare la competenza automatica nella valutazione della domanda di asilo del primo paese in cui il richiedente ha fatto ingresso. La competenza verrebbe decisa in base a delle quote che riguardano tutti i paesi dell’Unione Europea. Inoltre, con la riforma si intende ampliare la nozione di famiglia, includendo anche i fratelli e le sorelle nonché i figli maggiorenni del richiedente, consentendo così la riunione di famiglie che attualmente potrebbero rimanere separate. Infine, troverebbero rilievo in tema di competenza anche altri fattori di collegamento tra il richiedente e lo Stato in cui intende recarsi come precedenti soggiorni, corsi di studio o formazione o sponsorizzazione da parte di enti. Ora la riforma sarà all'esame dei Governi dei Paesi Membri all'interno del Consiglio Europeo.

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Il richiedente protezione internazionale che, dopo il rigetto del ricorso da parte del Tribunale Ordinario abbia proposto appello in base alle norme vigenti prima dell'entrata in vigore della L. 46 del 2017, non può essere espulso. Ciò in quanto, l'art. 19, co 4 D.Lgs. 150/2011 (ora abrogato ma ancora in vigore per i dinieghi notificati prima del 17/08/2017) stabilisce la sospensione dell'esecutività del rigetto fino al termine della procedura di impugnazione con il passaggio in giudicato della decisione. Così si è espressa la Corte di Cassazione, Sez. VI con l'ordinanza n. 699/2018.

pdfCassazione ordinanza 699/2018

 

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Con due decisioni, il Tribunale di Torino ha concesso il riconoscimento dello status di rifugiato a un cittadino gambiano ed ad un cittadino nigeriano sulla base del loro orientamento sessuale. Ciò in considerazione  del fatto che, nei paesi di origine, l’omosessualità è considerata un reato e che pertanto, in caso di rimpatrio, i ricorrente sono concretamente esposti al rischio di subire atti persecutori direttamente dalle proprie autorità nazionali. In particolare, si segnala come in Gambia l’omosessualità sia punita con pene molto alte che in alcuni casi possono arrivare all’ergastolo e che, pertanto, nel caso in esame debba essere garantita la protezione internazionale.

pdfOrdinanze Tribunale Torino

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Il decreto legislativo n. 220 del 22 dicembre 2017, recante  disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142, relativamente alle commissioni per il riconoscimento della protezione internazionale e ai minori stranieri non accompagnati, è entrato in vigore il 31 gennaio 2018. Il provvedimento, attribuisce, tra l’altro, al Tribunale per i minorenni, anziché al giudice tutelare, il potere di nominare il tutore del minore non accompagnato. Questa disposizione comincerà ad applicarsi alle comunicazioni relative alla presenza di un minore non accompagnato affettuate alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni dopo il trentesimo giorno dall'entrata di vigore del decreto.

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Con la sentenza n. 5040/2017 del 19 ottobre 2017, il Consiglio di Stato ha affermato che la convivente more uxorio di un cittadino italiano ha diritto al rinnovo del permesso di soggiorno anche in assenza del matrimonio. Ciò in ossequio alle norme introdotte con la L. 76 del 2016 sulle unioni civili che ha definito la convivenza come la condizione di due persone maggiorenni stabilmente legate da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale. Pertanto, anche in assenza di una modifica specifica del T.U. Immigrazione, la Questura interessata avrebbe dovuto, previa verifica della situazione di fatto, valutare il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi familiari ai sensi dell’art. 30 D.Lgs. 286/98 alla convivente more uxorio del cittadino italiano.

pdfConsiglio di Stato n. 5040/2017

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Con la circolare n.35/167 del 2018, il Ministero dell’Interno ed il Ministero del Lavoro forniscono i dettagli operativi per la presentazione delle domande relative al “decreto - flussi” per l’anno 2018. Nel documento l’Amministrazione ribadisce i numeri e le suddivisioni delle quote e la modalità telematica di invio delle domande al sito del Ministero dell’Interno. Sono indicati in dettaglio i moduli da utilizzare per ciascuna domanda ed i termini per la presentazione.

pdfCircolare Decreto Flussi 2018

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Con un avviso di integrazione del 17 ottobre 2017, il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale ha modificato l’avviso del 3 agosto in tema di presentazione dei progetti di servizio civile aggiungendo la possibilità di partecipazione anche a giovani titolari di protezione internazionale ed umanitaria nell’ambito dei progetti finanziati dal Fondo Asilo Migrazione ed Integrazione (FAMI). I progetti dovranno prevedere attività e modalità che coinvolgano sia giovani volontari ordinari che giovani rifugiati. Tutte le informazioni sul sito del Dipartimento della Gioventù.

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Il Consiglio dei Ministri ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 12 del 16 gennaio 2018, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 15 dicembre 2017 concernente la “Programmazione transitoria dei flussi d'ingresso dei lavoratori non comunitari nel territorio dello Stato per l'anno 2018“. Nel provvedimento si legge che, per l'anno 2018, sono  ammessi cittadini non comunitari entro una quota complessiva massima di 30.850 unità. In particolare sono ammessi, per motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo, cittadini non comunitari entro una quota di 12.850 unita'. Tra questi sono previsti 500 ingressi per cittadini stranieri, residenti  all'estero, che abbiano completato programmi di formazione ed istruzione nei Paesi d'origine. E,’ inoltre, autorizzata, tra l'altro, la conversione in permessi di soggiorno per lavoro subordinato di: 4.750 permessi di soggiorno per lavoro stagionale; 3.500 permessi di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale; 800 permessi di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo rilasciati da  altro  Stato  membro dell'Unione europea e la conversione in permessi di soggiorno per lavoro  autonomo di: 700 permessi di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale; 100  permessi di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, rilasciati da altro Stato membro dell'Unione europea. Il decreto prevede anche l'ingresso in Italia per motivi di lavoro autonomo di 2.400 cittadini non comunitari residenti all'estero,  appartenenti a particolari categorie, tra cui imprenditori che intendono attuare un piano di investimento di interesse per l'economia italiana, che preveda l'impiego di risorse non inferiori a 500.000 euro. Per quanto riguarda gli ingressi per lavoro stagionale, sono ammessi nei settori agricolo e turistico-alberghiero, i cittadini non  comunitari residenti all'estero entro una quota di 18.000 unita'. I termini per la presentazione delle domande decorrono a partire dal settimo giorno dalla pubblicazione per i lavoratori non stagionali e dal quindicesimo giorno dalla pubblicazione per i lavoratori stagionali.

 

 

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Il Giudice di Pace di Milano, con la decisione del 15 settembre 2017, ha confermato il divieto di adottare un decreto di espulsione nei confronti della persona intenzionata a richiedere la protezione internazionale. Ciò in quanto la decisone sulla fondatezza della domanda di asilo spetta esclusivamente alla competente Commissione Territoriale e nessuna valutazione preventiva è demandata alle Questura che ricevono la domanda.pdfGDP Milano 15.9.17

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Con la Sentenza n. 275 del 20 dicembre 2017, la Corte Costituzionale interviene sul respingimento differito alla frontiera cioè sul caso in cui il cittadino straniero, ritenuto privo dei requisiti per l'ingresso, sia ammesso temporaneamente in Italia per necessità di pubblico soccorso ma poi successivamente sottoposto ad accompagnamento coattivo alla frontiera.
La Consulta ha ribadito come l’accompagnamento alla frontiera sia una modalità di esecuzione del respingimento differito che comporta una limitazione della libertà personale e che, pertanto, siano necessarie le garanzie previste dall’art. 13 della Costituzione per i casi di restrizione della libertà personale, invitando il legislatore  ad intervenire in proposito.

pdfCorte Costituzionale n. 275 del 2017

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Con l’ordinanza del 27 luglio 2017, la Corte di Cassazione ha confermato che la sospensione dell’efficacia del provvedimento che nega la protezione internazionale è prevista per legge e si estende anche ai gradi di giudizio successivi al primo e fino al passaggio in giudicato della decisione. Ne consegue che non può essere adottato decreto di espulsione nei confronti di coloro che hanno proposto appello. Tale situazione trova applicazione soltanto ai giudizi già in corso dal momento che per i nuovi provvedimenti di diniego devono ora applicarsi le disposizioni della L. 46/2017 (cd. “Legge Minniti”) che ha abolito il grado di appello e stabilito la sospensione automatica soltanto per il primo grado di giudizio.

pdfCassazione 27 luglio 2017

Newsletter



Joomla Extensions powered by Joobi

Novità legislative - RSS

feed-image Sottoscrivi il Feed RSS
Mediato è promosso da     con il sostegno di
logo ires asgi2 logo-Ammi logoCCMscritta  compagnia san paolo