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Con già deciso da altri Tribunali di merito, anche il Tribunale di Torino con decreto del 9 novembre 2018 ha affermato che i nuovi criteri di riconoscimento della protezione umanitaria non possano trovare applicazione ai procedimenti iniziati in epoca precedente al 5.10.18. Ciò in quanto la nuova normativa ha carattere sostanziale ed, in difetto della disciplina transitoria, non può applicarsi retroattivamente ai procedimenti in corso.

pdfTrib. Torino 9.11.18

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Con l’entrata in vigore del D.L. 113/18, sono già operative le modifiche nella gestione dell’accoglienza previste dal Sistema SPRAR come comunicato dal Servizio Centrale al responsabili degli enti titolari dei progetti in una nota del 25 ottobre 2018. In particolare si  sottolinea che dal 5.10.18 non potranno più essere inseriti nei progetti SPRAR i richiedenti asilo ed i titolari di protezione umanitaria mentre potranno rimanere in accoglienza fino alla scadenza del progetto coloro che sono stati inseriti prima di quella data.

pdfComunicazione Servizio Centrale SPRAR

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Il Tribunale di Firenze ed il Tribunale di Bologna, con due sentenza emesse dopo l’entrata in vigore del D.L. n. 113/18, hanno comunque ritenuto di riconoscere al ricorrente la protezione umanitaria. I Giudici hanno affermato che, nonostante l’art. 5 del D.L. n. 113/18 abbia disposto l’abrogazione della protezione umanitaria, i nuovi criteri non possano trovare applicazione ai procedimenti iniziati in epoca precedente al 5/10/18. Ciò in quanto la nuova previsione di riduzione dei casi di rilascio di permesso di soggiorno “umanitario” ai soli “casi speciali” ha natura sostanziale e non solo processuale. Inoltre, come già chiarito dalla giurisprudenza, la protezione umanitaria rappresenta una delle tre componenti del diritto di asilo costituzionalmente protetto ed è ,quindi, una condizione che preesiste al suo riconoscimento e che va accertata a non riconosciuta.

pdfProtezione umanitaria dopo DL 113/18

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Dall'entrata in vigore delle nuove disposizioni previste dal D.L. 113/2018, il permesso di soggiorno per richiesta protezione internazionale previsto dall’art. 4, co. 1 D.Lgs n. 142/2015  è valido come documento di riconoscimento ma non potrà più consentire l'iscrizione anagrafica. I servizi garantiti ai richiedenti saranno, dunque, erogati nel luogo di domicilio e non più di residenza. Sul punto è intervenuta una Circolare esplicativa del Ministero dell’Interno datata 18 ottobre 2018.

 pdfCircolare Min. Interno residenza

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Il D.L. n. 113/2018 ha modificato il termine previsto per la conclusione del procedimento di concessione della cittadinanza italiana che passa dai 730 giorni previsto dal regolamento di attuazione all’attuale termine di 48 mesi previsto dal nuovo art. 9 bis L. 91/1992. Il nuovo termine si applica anche ai procedimenti in corso. Nello stesso decreto è anche previsto l’aumento dell’importo del contributo previsto per le richieste di cittadinanza da 200 euro a 250 euro.

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