Editoriale

Disoccupazione ed espulsioni

La crisi continua a colpire soprattutto le aree industriali, vecchie e nuove, provocando aumento della disoccupazione e dei lavoratori in Cassa integrazione, e destabilizzando l’intero quadro del lavoro. Colpite direttamente sono le attività produttive, ma i familiari dei disoccupati e dei cassintegrati devono cercare di integrare il reddito delle famiglie e cercano di svolgere attività che non avevano mai svolto e che avevano smesso di svolgere nei servizi alla persona, nei servizi domestici, in attività di manovalanza. Cresce il numero delle donne italiane che entrano o rientrano, spesso senza nessuna competenza, in settori che erano diventati monopolio delle straniere. Cresce il conflitto tra poveri per assicurarsi le scarse risorse assistenziali. Lo riferiscono gli operatori dei servizi a Torino ed in Regione.
I casi di esclusione di bambini stranieri di famiglie povere da servizi essenziali, come quello di Ardo, finito sui giornali soprattutto per il gesto solidaristico ed universalistico dell’imprenditore che ha pagato lui per chi non poteva, è solo il caso più clamoroso. Ma le partenze, le crisi, le tragedie documentate sono molte di più di quelle che finiscono sui giornali; senza che nessuno rimedi. Una piccola rivista di domande, di interviste, “Una città”, pubblica la storia di Papa Chissokho, arrivato dal Senegal 19 anni fa, sposato con due figli, che ha cominciato vendendo accendini e dormendo per istrada; poi “piano piano si è conquistato una posizione, si è sposato con una moglie (assai bella e intelligente) che lo ha raggiunto a Bergamo ed è divenuta infermiera; hanno due figli. Ora tutta la famiglia ha la cittadinanza italiana. Ma, a giugno, Papa e Alima, e i loro figli, Farma e Modou, tornano per sempre in Senegal, per i troppi insulti ricevuti a Bergamo, a scuola. Tornano vincenti, in un certo senso, perché Papa ha intenzione di aprire una società di import-export di macchinari (intestata a lui e alla moglie: musulmani illuminati ce ne sono) ma è l'Italia che perde una famiglia che avrebbe arricchito la nostra società, per ottusità" http://www.unacitta.it/paginestorie/PapaChissokho.html
In giro si sentono storie anche peggiori, con minori margini di scelta.
La diminuzione del lavoro necessario rende possibile calcare la mano sulle espulsioni senza che ci siano proteste da parte di chi non vuole gli stranieri degli altri, ma vorrebbe tenersi stretti quelli che servono a lui. Persino la regolarizzazione delle badanti ha una coda di richieste di espulsioni per la interpretazione che il governo sta dando sugli effetti di espulsioni precedenti.

Per dare un quadro della situazione economica dal punto di vista del lavoro abbiamo intervistato Donata Canta, segretaria generale della Camera del lavoro di Torino. Purtroppo l’intervista conferma la gravità della situazione e la difficoltà di proteggere i lavoratori precari, tra cui gli stranieri sono più numerosi. Questa è forse la sfida maggiore che le organizzazioni sindacali dei lavoratori hanno di fronte perché precari sono i giovani, italiani e stranieri, da cui dipende il futuro di tutti. Gli ultimi rapporti sull’immigrazione (quello del Veneto, per esempio, uscito di recente) segnalano insieme la previsione di crescita degli stranieri nel medio periodo e la loro attuale fragilità. La previsione della percentuale degli stranieri al 2027, per classi di età, è del 30% per i neonati (più o meno la situazione attuale del Comune di Torino, ma in tutta la regione Veneto, non solo nelle città principali) e del 33% per i trenta-quarantenni, l’età centrale per il lavoro. Del resto in provincia di Cuneo, tra gennaio ed ottobre 2009, la percentuale degli stranieri assunti ha raggiunto il 40% in agricoltura e il 30% in totale. Più alta è la necessità e la presenza degli stranieri, più alta è la xenofobia. Ma il modo per non avere un lavoratore su tre e un neonato su tre straniero è il proseguimento e l’aggravarsi della crisi: meno lavoro c’è, meno c’è bisogno di stranieri. Avere tutte e due le cose, la fine della crisi e la fine dell’immigrazione, non sarà possibile.

Per denunciare la situazione di molti che hanno mandato la domanda di emersione ed hanno avuto il parere negativo della PS, obbiettare alla interpretazione data dalla circolare della direzione centrale di PS, inoltriamo la lettera e l’appello di Gianfranco Schiavone, dell’Asgi.
All’appello siete tutti invitai ad aderire.

Conversazione con Donata Canta, Segretaria generale della Camera del Lavoro di Torino

Francesco Ciafaloni: Comincerei da come stanno andando le cose, socialmente. La botta che sta arrivando ha effetti soprattutto sul lavoro precario, italiano e straniero, ma anche su quello stabile. Come la vedi, da un punto di vista generale, sia nelle aziende dove il sindacato è realmente presente e dove, dal punto di vista di un esterno, sembra che ci sia una convergenza tra italiani e stranieri, sia dove magari la convergenza non c’è, magari perché gli italiani sono stabili e gli stranieri precari ... [leggi tutto]

Gravi problematiche legate alla procedura di emersione ex L. 102/09 - appello nazionale

G. Schiavone (ASGI)

Cari tutti, come è noto dopo una iniziale parentesi caratterizzata da confusione e da procedure difformi nelle varie città, gli sportelli unici per l'immigrazione presso le Prefetture hanno iniziato ad avviare delle procedure di rigetto delle domande di emersione di lavoratori stranieri (con immediata esecuzione degli allontanamenti degli stranieri con accompagnamento coattivo alla frontiera da parte dei relativi Questori) in ragione del "parere negativo" espresso dalla PS per presunta sussistenza di un motivo ostativo alla regolarizzazione; di che si tratta?
[leggi tutto]

Segnaliamo

Appello della CGIL per la partecipazione al PRESIDIO di
lunedì 26 APRILE 2010 ore 17:00 P.zza CASTELLO
(davanti alla Prefettura)
Il 26 aprile ritornerà in aula alla Camera il testo del disegno di legge sul lavoro (processo del lavoro arbitrato, certificazione, permessi per disabili, sugli ammortizzatori sociali, ecc…). Infatti, il Presidente della Repubblica non ha firmato la legge e, rinviandola alla Camera, ha chiesto modifiche su parti importanti del provvedimento. La CGIL ha considerato da subito il testo anticostituzionale e lesivo del diritto del lavoro e della libertà delle lavoratrici e dei lavoratori.
- Appello
- Memoria per Commissione Lavoro della Camera dei Deputati
- Testo integrale messaggio del Presidente Napolitano alle Camere

Comunicato stampa dell'ASGI- annullare delibere ed ordinanze degli enti locali manifestamente contrarie ai principi fondamentali dell’ordinamento giuridico clicca qui