Normativa Regionale - Edilizia di culto PDF Stampa E-mail
Giovedì 19 Marzo 2009 17:19

PIEMONTE

Le norme

Legge regionale 7 marzo 1989, n. 15, "Individuazione negli strumenti urbanistici generali di aree destinate ad attrezzature religiose - Utilizzo da parte dei Comuni del fondo derivante dagli oneri di urbanizzazione e contributi regionali per gli interventi relativi agli edifici di culto e pertinenze funzionali all'esercizio del culto stesso" (B.U.R. 15 marzo 1989, n. 11)

come modificata dalla
Legge regionale 17 luglio 1997, n. 39, "Modificazioni alla Legge regionale 7 marzo 1989, n. 15 (Individuazione negli strumenti urbanistici generali di aree destinate ad attrezzature religiose - Utilizzo da parte dei Comuni del fondo derivante dagli oneri di urbanizzazione e contributi regionali per gli interventi relativi agli edifici di culto e pertinenze funzionali all'esercizio del culto stesso)" (B.U.R. 23 luglio 1997, n. 39).

La descrizione

La legge ha la finalità di disciplinare i rapporti intercorrenti tra insediamenti abitativi e servizi religiosi di pertinenza e a determinare i casi in cui le confessioni religiose possono ottenere dei finanziamenti comunali o regionali per interventi di natura edilizia sugli edifici di culto e sulle pertinenze ad essi annesse.

Destinatari

I destinatari degli interventi relativi agli edifici di culto e alle pertinenze funzionali all'esercizio del culto sono la Chiesa cattolica e le altre confessioni religiose che abbiano una presenza organizzata, diffusa e consistente a livello nazionale, nonché un significativo insediamento nella comunità locale di riferimento (art. 1).

Interventi

In fase di formazione e revisione degli strumenti urbanistici generali vengono individuate specificamente le aree destinate ad accogliere le attrezzature religiose, sulla base delle esigenze locali e delle istanze proposte dalle confessioni religiose. Tali aree sono assegnate con deliberazione motivata del Consiglio Comunale alle confessioni religiose che ne abbiano fatto richiesta, in proporzione alla loro presenza (art. 3).

Ogni anno è riservata e accantonata dai Comuni una quota dei proventi che derivano dagli oneri per le opere di urbanizzazione secondaria, destinata agli interventi sugli edifici di culto e sulle pertinenze funzionali al culto stesso (artt. 4 e 2). Tale quota è definita ogni anno dal Consiglio Comunale, in relazione alle domande delle confessioni religiose e della consistenza delle confessioni richiedenti. Gli interventi che possono essere finanziati consistono in opere di straordinaria manutenzione, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione, ampliamento, eliminazione totale o parziale delle barriere architettoniche e opere di nuova realizzazione; queste ultime sono ammissibili solo se situate in aree territoriali in cui si siano verificati significativi incrementi di popolazione (art. 4).
Per concorrere alla ripartizione della quota, i rappresentanti legali delle confessioni religiose presentano domanda al Sindaco del Comune entro il 31 ottobre di ogni anno, allegandovi la documentazione del fabbisogno, i progetti planovolumetrici delle opere e i relativi preventivi. Il Consiglio Comunale adotta un programma che determina le opere beneficiarie, l'ammontare e le forme del concorso alle spese da parte del Comune; il programma privilegia gli interventi di recupero e ristrutturazione degli edifici che hanno rilevanza storica, artistica e culturale (art. 5).
La Regione, ad integrazione dell'intervento disposto dal Comune, può concedere per le opere di straordinaria manutenzione, restauro e risanamento conservativo, contributi:
- sino a un massimo del 60% della spesa prevista, quando si tratti di edifici di interesse storico;
- sino a un massimo del 20% della spesa prevista negli altri casi (art. 6).

LOMBARDIA

Le norme

Legge regionale n. 20 del 9 maggio 1992 "Norme per la realizzazione di edifici di culto e di attrezzature destinate a servizi religiosi" (B.U.R. n. 20 del 14 maggio 1992 Suppl. ord. n. 2 del 14 maggio 1992).

La descrizione

Finalità degli interventi

La regione e i comuni della Lombardia promuovono la realizzazione di attrezzature di interesse comune destinate a servizi religiosi (art. 1 Legge regionale n. 20 del 9 maggio 1992 "Norme per la realizzazione di edifici di culto e di attrezzature destinate a servizi religiosi").
Ai sensi dell'art. 2 della Legge regionale n. 20 del 9 maggio 1992 "Norme per la realizzazione di edifici di culto e di attrezzature destinate a servizi religiosi", sono attrezzature di interesse comune per servizi religiosi: gli immobili destinati al culto anche se articolati in più edifici; gli immobili destinati all'abitazione dei ministri del culto, del personale di servizio, nonché quelli destinati ad attività di formazione religiosa; infine, gli immobili adibiti nell'esercizio del ministero pastorale ad attività educative, culturali, sociali, ricreative e di ristoro, che non abbiano fini di lucro.

Destinatari

Beneficiari di tale previsione sono gli enti istituzionalmente competenti in materia di culto della Chiesa cattolica e delle altre confessioni religiose, i cui rapporto con la Stato sono disciplinati per legge sulla base di intese ai sensi del 3° comma dell'art. 8 della Costituzione. Per usufruire di tali interventi gli enti in questione devono avere una presenza organizzata nell'ambito dei comuni dove vanno realizzati gli interventi previsti dalla legge (art. 1 Legge regionale n. 20 del 9 maggio 1992 "Norme per la realizzazione di edifici di culto e di attrezzature destinate a servizi religiosi").

Iniziative

Al fine di promuovere la realizzazione di attrezzature di interesse comune destinate a servizi religiosi
- la regione individua in fase di formazione e revisione degli strumenti urbanistici generali, le aree destinate ad accogliere le attrezzature religiose, sulla base delle esigenze locali e delle istanze avanzate dalle confessioni religiose (art. 3 Legge regionale n. 20 del 9 maggio 1992 "Norme per la realizzazione di edifici di culto e di attrezzature destinate a servizi religiosi");
- i comuni devono accantonare ogni anno almeno l'8% delle somme effettivamente riscosse per oneri di urbanizzazione secondaria per la realizzazione di attrezzature religiose, nonché per interventi di manutenzione, restauro, ristrutturazione, ampliamento, dotazione di impianti, acquisto delle aree necessarie. I contributi sono corrisposti alle confessioni religiose che ne facciano richiesta e che siano in possesso dei requisiti indicati all'art. 1. A tal fine, le competenti autorità religiose ogni anno trasmettono ai comuni il programma degli interventi da effettuare, dando priorità alle opere di restauro o di risanamento conservativo del patrimonio artistico - architettonico esistente, con l'indicazione delle relative previsioni di spesa. I contributi devono essere utilizzati entro tre anni dalla loro assegnazione (art. 4 Legge regionale n. 20 del 9 maggio 1992 "Norme per la realizzazione di edifici di culto e di attrezzature destinate a servizi religiosi").

VENETO

Le norme

Legge regionale 20 agosto 1987, n. 44, "Disciplina del fondo per le opere di urbanizzazione"
(B.U. n. 47 del 21 agosto 1987);

La descrizione

Destinatari

Beneficiari di tali previsioni sono le confessioni religiose organizzate, ai senso dell'art. 7 e dell'art. 8 della Costituzione (art. 1).

Interventi

La regione e i comuni del Veneto destinano una quota dei proventi derivanti dagli oneri per le opere di urbanizzazione secondaria per la realizzazione di interventi in favore dell'edilizia di culto (art. 1). La Regione concede contributi ulteriori per le opere di straordinaria manutenzione, di restauro e di risanamento conservativo, relativi agli edifici di culto(art. 4).

Iniziative

Al fine di promuovere la realizzazione di attrezzature di interesse comune destinate a servizi religiosi, i comuni devono accantonare ogni anno almeno l' 8% delle somme effettivamente riscosse per oneri di urbanizzazione secondaria (art. 1).

LIGURIA

Le norme

Legge regionale del 24 gennaio 1985 n. 4 "Disciplina urbanistica dei servizi religiosi"
(B.U.R. 6 febbraio 1985, n. 6)

come modificata dalla
Legge regionale 13 dicembre 1993, n. 59, "Modifica della Legge regionale 24 gennaio 1985, n. 4 "Disciplina urbanistica dei Servizi religiosi""
(B.U.R. 5 gennaio 1994, n. 1).

La descrizione

La legge disciplina i rapporti intercorrenti tra gli insediamenti residenziali e servizi religiosi che sono ad essi pertinenti (art. 1).

Destinatari

I destinatari degli interventi sono la Chiesa cattolica e le altre confessioni religiose che abbiano una presenza organizzata nell'ambito dei Comuni interessati dalle previsioni urbanistiche (art. 1).

Interventi

In sede di formazione o revisione degli strumenti urbanistici generali i Comuni assicurano una dotazione minima e inderogabile di aree per abitante pari al 30 % di quelle obbligatoriamente previste per attrezzature di interesse comune di tipo religioso (art. 3).
Per attrezzature di interesse comune di tipo religioso si intendono:
a) gli immobili destinati al culto, anche se articolati in più edifici;
b) gli immobili destinati all'abitazione dei ministri di culto e del personale di servizio;
c) gli immobili che, nell'esercizio del ministero pastorale, siano adibiti ad attività educative, culturali, sociali, ricreative e di ristoro, che non abbiano fini di lucro (art. 2).
Le localizzazioni delle aree riservate alle attrezzature di tipo religioso sono effettuate sentiti i pareri delle competenti autorità religiose che siano in possesso dei predetti requisiti. In sede di attuazione dello strumento urbanistico generale, le aree destinate ad attrezzature di interesse comune di tipo religioso sono ripartite tra le varie confessioni religiose proporzionalmente alla loro consistenza (art. 3).
I Comuni devolvono entro il 31 marzo di ogni anno alle confessioni religiose che ne facciano richiesta e che presentino i requisiti di cui all'art. 1, una aliquota non inferiore al 7% dei contributi per l'urbanizzazione secondaria. I contributi, entro 3 anni dal loro versamento, sono utilizzati per la realizzazione delle attrezzature di interesse comune di tipo religioso o per interventi sulle attrezzature già esistenti nell'ambito del territorio del Comune che ha effettuato i versamenti. Entro il 31 dicembre di ogni anno le competenti autorità religiose trasmettono ai Comuni una relazione analitica sull'utilizzazione delle somme percepite (art. 5).

CALABRIA

Le norme

Legge regionale del 12 aprile 1990 n. 21 Norme in materia di edilizia di culto e disciplina urbanistica dei servizi religiosi (B.U. n. 31 del 14 aprile 1990)

Legge regionale del 26 agosto 1992 n. 18 Integrazioni e modifiche alla legge regionale 12 aprile 1990, n. 21, recante: "norme in materia di edilizia di culto e disciplina urbanistica dei servizi religiosi" (B.U. n. 107 del 4 settembre 1992)

Legge regionale n. 2 del 16 gennaio 1995 Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 12 aprile 1990, n. 21 "norme in materia di edilizia di culto e disciplina urbanistica dei servizi religiosi"(B.U. n. 6 del 18 gennaio 1995)

La descrizione

La Regione partecipa con propri contributi alla costruzione, alla ristrutturazione, all'ampliamento e alla straordinaria manutenzione di opere di culto e di mistero pastorale (art. 1). Norme in materia di edilizia di culto e disciplina urbanistica dei servizi religiosi). Ai sensi dell'art. 4 sono attrezzature di interesse comune per servizi religiosi: gli immobili destinati al culto, anche se articolati in più edifici; gli immobili destinati all' abitazione dei ministri di culto, del personale di servizio, nonché quelli destinati ad attività di formazione religiosa e del clero; gli immobili adibiti, nell' esercizio del ministero pastorale, ad attività educative, culturali, sociali, ricreative, di accoglienza e di ristoro che non abbiano fini di lucro.

Destinatari

Beneficiari di tale previsione sono gli enti istituzionalmente competenti in materia di culto della Chiesa cattolica e delle altre confessioni religiose, i cui rapporto con la Stato sono disciplinati per legge sulla base di intese ai sensi del 3° comma dell'art. 8 della Costituzione. Per usufruire di tali interventi gli enti in questione devono avere una presenza organizzata nell'ambito dei comuni dove vanno realizzati gli interventi previsti dalla legge (art. 3).

Iniziative

Al fine di promuovere la realizzazione di attrezzature di interesse comune destinate a servizi religiosi i comuni:
1) in sede di formazione o di revisione degli strumenti urbanistici generali assicurano, ove possibile, una dotazione minima ed inderogabile di aree per abitante pari al 30 per cento di quelle obbligatoriamente previste per attrezzature di interesse comune specificatamente riservate ai servizi religiosi (art. 5)
2) devolvono annualmente alle autorità religiose che ne abbiano diritto una aliquota non inferiore al 10 per cento e non superiore al 30 per cento dei contributi per urbanizzazione secondaria loro dovuti. (art. 7).