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L’ingresso in accoglienza ALFa: la scheda di segnalazione

L’ingresso delle potenziali vittime nell’accoglienza del progetto ALFa è regolato da procedure finalizzate a garantirne la collocazione nelle strutture più idonee ai loro bisogni e alla loro messa in sicurezza.

Le procedure per la segnalazione delle potenziali vittime sono state condivise e illustrate, all’avvio del progetto, nel corso di eventi e di incontri specifici con gli enti anti-tratta, che hanno coinvolto i diversi soggetti operativi sul territorio che a vario titolo possono entrare in contatto con potenziali vittime di tratta e grave sfruttamento: Prefetture del territorio piemontese, Forze dell’Ordine, Commissioni Territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale, servizi socio-sanitari, presidi ospedalieri, centri di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati, organizzazioni che operano alle frontiere, servizi e associazioni che lavorano con le persone straniere, ecc.

L’ente segnalante, dopo aver effettuato un primo screening attraverso la rilevazione di indicatori di tratta o dopo aver raccolto la richiesta di assistenza da parte della potenziale vittima, attiva il meccanismo di segnalazione compilando un’apposita scheda che viene trasmessa via e-mail al coordinamento del progetto: Prefettura di Torino (capofila), Regione Piemonte e IRES Piemonte, che coordina la collocazione delle persone nelle strutture gestite dagli enti anti-tratta. 

In alternativa, l’ente segnalante può chiamare il Numero Verde Anti-tratta, che si raccorda con il coordinamento del progetto ALFa per la segnalazione e l’inserimento della potenziale vittima in accoglienza.

 

Nello specifico, le schede di segnalazione, predisposte in collaborazione con gli enti anti-tratta, sono due: una per l’accoglienza in emergenza e una per l’accoglienza ordinaria. 

La prima è stata ideata per segnalare potenziali vittime di tratta e sfruttamento, anche in stato di gravidanza o con figli minori a carico, e indipendentemente dal titolo di soggiorno, che necessitano urgentemente di una collocazione perché in condizione di immediato pericolo o di emergenza abitativa. Una volta ricevuta la segnalazione, il team di coordinamento individua una collocazione in una delle strutture di bassa soglia del progetto ALFa, dove la persona permane per un periodo di 30-45 giorni ricevendo assistenza immediata, nonché una risposta ai bisogni primari (alloggio, salute, protezione) e accesso alle informazioni e al supporto psicologico e legale. 

La seconda scheda di segnalazione è stata invece predisposta per le segnalazioni che non hanno carattere emergenziale, in quanto la persona non si trova in uno stato di immediato pericolo e/o non ha urgenza di trovare una sistemazione abitativa. Data la condizione di non urgenza, l’ente segnalante può procedere ad un’osservazione più accurata degli indicatori di tratta, che possono essere segnalati in un’apposita sezione della scheda. Ricevuta la segnalazione, il team di coordinamento del progetto ALFa attiva un ente anti-tratta per una valutazione preliminare, in base al cui esito può essere disposto l’ingresso in una struttura di accoglienza residenziale, dove la persona viene ospitata per un periodo di 6 mesi.

Con l’avanzamento del progetto e l’evoluzione del contesto, che ha portato ad esempio alla crescita dei movimenti secondari da altri paesi europei, l’ingresso delle potenziali vittime in bassa soglia ha assunto sempre più la funzione di “garanzia” nell’osservazione degli indicatori, a prescindere dal carattere emergenziale o meno della condizione in cui versava la persona segnalata. L’accesso alla bassa soglia è stato cioè rivolto in misura sempre maggiore anche a persone in situazione non di immediato pericolo o emergenza abitativa, ma per le quali il periodo di osservazione di 30/45 giorni preliminare all’accoglienza di 6 mesi, si è rivelato necessario. Parallelamente, per queste persone, la valutazione attraverso i colloqui precedente all’ingresso nel progetto è diventata sempre più accurata.

Entrambe le schede di segnalazione possono essere accompagnate da ulteriore documentazione che può andare a sostegno del processo di identificazione della potenziale vittima, es. relazioni di valutazione o relazioni sociali, copia dei documenti della persona, ecc.

L’individuazione della struttura di accoglienza, bassa soglia o residenziale, all’interno della quale il team di coordinamento dispone di collocare la persona segnalata, è determinata da una serie di criteri:

  • la scelta di un territorio dove la potenziale vittima possa essere ospitata in condizioni di sicurezza e lontano dalle reti criminali dello sfruttamento;
  • la disponibilità di posti in ciascuna struttura secondo un meccanismo di turnazione che consenta un’equilibrata distribuzione delle persone beneficiarie tra i vari enti anti-tratta partner del progetto;
  • il numero di minori presenti in ciascuna struttura, secondo il medesimo principio di turnazione sopra citato;
  • la tipologia di struttura che meglio si adatta alle esigenze della persona: es. struttura comunitaria o appartamento.

Un ultimo aspetto da evidenziare rispetto alla predisposizione delle schede di segnalazione è l’inserimento della voce “Incinta o con minore a carico”, aggiunta in un secondo momento rispetto alla formulazione iniziale: l’aumento significativo, inizialmente non previsto, di ingressi di donne in stato di gravidanza o con uno o più minori al seguito, ha comportato dei cambiamenti anche nell’uso degli strumenti che, in un’ottica di flessibilità e sperimentazione, sono quindi stati adattati all’evolversi del fenomeno.

pdfALFA_scheda segnalazione EMERGENZA

pdfALFA_scheda segnalazione ACCOGLIENZA