L’intervento di mediazione si situa principalmente su tre piani: orientativo-informativo, linguistico-comunicativo, psico-sociale, funzioni che si trovano diversamente declinate nei servizi in cui si svolge (scuole, servizi socio-sanitari, sportelli informativi degli Enti locali, della Questura, della Prefettura e dei Centri per l’Impiego).
L’articolo descrive il funzionamento del servizio di mediazione culturale in provincia di Alessandria, che ha lo scopo di coordinare gli interventi dei mediatori interculturali presso gli enti e le associazioni che hanno rapporti con i migranti, in base a una convenzione stipulata con l’ISRAL e contiene dati ed indicatori per una valutazione dei progetti realizzati nell’ambito del Servizio 2011/2012, mettendo a fuoco criticità riscontrate e possibili percorsi di rinnovamento.
Tra questi, gli usi impropri del mediatore interculturale, un eccesso di delega da parte dei servizi. Una revisione delle modalità di formazione, di selezione e di impiego dei mediatori interculturali è auspicabile. La situazione contrattuale del mediatore interculturale, che lavora con contratti di collaborazione occasionale o a progetto, spesso con incarichi molto esigui, è un problema non solo per i lavoratori stessi, ma anche per il Servizio e gli enti che ne fanno uso: la precarietà incide molto negativamente sulla motivazione al miglioramento e alla formazione. Permane inoltre una sostanziale incapacità da parte degli operatori dei servizi ad attivare un proficuo lavoro di rete con diverse figure professionali, dovuto all’abitudine di lavorare in modo autoreferenziale e, spesso, alla scarsissima flessibilità degli enti, soprattutto se di natura pubblica. Risulta pertanto evidente la necessità di una seria riqualificazione e ridefinizione di diversi profili professionali, a partire dalle reali necessità degli operatori e degli utenti stranieri. Le soluzioni devono essere cercate e realizzate attraverso un lavoro di rete condiviso tra tutti gli attori: le istituzioni, i mediatori interculturali, i servizi del territorio e l’ISRAL.