Migranti e lavoro

Nel 2025, su 609.690 rapporti di lavoro dipendente instaurati da imprese localizzate nel territorio regionale con contratti a tempo indeterminato, determinato, di apprendistato o in somministrazione, 156.941, il 25,7%, sono relativi a persone straniere. Di questi, 29.454, il 18,8%, sono relativi a persone comunitarie e 127.487, l’81,2% a persone non comunitarie.

Nel 2025 sono stati attivati complessivamente 3937 contratti di lavoro in meno rispetto al 2024 (-0.6%). Questo calo (che conferma la tendenza già registrata tra il 2023 e il 2024) riguarda soprattutto i contratti relativi a persone italiane (-5.407) e comunitarie (-2.218); ed è solo parzialmente compensato dall’aumento dei contratti di lavoro stipulati con persone non comunitarie (+3.688).

Nell’ambito del lavoro domestico, nel 2025 sono stati stipulati 24.222 contratti di cui 17.863, pari al 73,7 con persone straniere; questa tipologia di contratto riguarda quasi esclusivamente il genere femminile a cui afferisce il 91.1% dei contratti stipulati.

Sempre nel 2025 sono stati inoltre attivati 54.108 contratti di lavoro intermittente di cui il 15,1% a persone straniere e 73.219 contratti di lavoro parasubordinato, tipologia di contratto meno diffusa tra gli stranieri (3152 attivazioni pari al 4,3% del totale).

Analizzando l’insieme delle assunzioni complessive nel 2025 si osserva che queste sono diminuite dello 0,7% rispetto al 2024 e si conferma che tale diminuzione riguarda prevalentemente lavoratori italiani (-6426 assunzioni, compensate solo parzialmente da un aumento delle assunzioni con lavoratori stranieri +1344, aumento dato dalla differenza tra l’aumento degli occupati non UE: + 4598 e la diminuzione degli occupati EU: - -3254).

Disaggregando i dati del lavoro dipendente per tipologia di contratto si osserva che le persone straniere sono occupate, per il 63,1%, in rapporti di lavoro subordinato a tempo determinato, per il 22.6% in somministrazione a tempo determinato, per l’11,4% in lavoro subordinato a tempo indeterminato (sempre molti di meno in percentuale rispetto ai contratti relativi a persone italiane ma in leggero e costante aumento dal 2022), per 2,5% in apprendistato.

[Fonte: Osservatorio Mercato del Lavoro, 2026]

 

Se si considera la provenienza, le persone con cittadinanza rumena, unica comunitaria tra le prime cinque, si confermano il gruppo più numeroso (19,8% dei cittadini stranieri assunti), pur registrando una tendenza negativa negli ultimi anni. Seguono la cittadinanza marocchina, pari al 9,8% del totale e in crescita rispetto al 2023 (+6,9%); la cittadinanza albanese, con un peso del 7,6% e sostanzialmente stabile (+0,8%); la cittadinanza peruviana, pari al 4,2% e in rapida crescita (+9,6%). La quinta cittadinanza per numerosità è quella bangladese (3,8% del totale), che nel 2024 entra per la prima volta tra le prime cinque, sostituendo quella nigeriana, grazie a una significativa crescita (+26,2% rispetto al 2023).
[Fonte: Agenzia Piemonte Lavoro, Cronache del lavoro 2025]

Per quanto riguarda i settori di impiego, i nuovi contratti con persone straniere sono stati attivati prevalentemente nei settori OML “altri servizi” (31,7%), agricoltura (21,2%), turismo (11,9%), costruzioni (9,3%), manifatturiero (7,8%), logistica (5,7%), commercio (4.9%) sanità e assistenza sociale (4%). La differenza fra le percentuali di occupazione tra persone straniere e italiane si nota particolarmente in agricoltura, dove i contratti con persone italiane sono solo 3% del totale.

Sui 156.941 nuovi contratti stipulati nel 2025 con persone straniere, il 44% riguarda professioni non qualificate, il 19,6% riguarda professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi il 15,6% artigiani, operai specializzati e agricoltori l’11,2% conduttori di impianti, operai di macchinari fissi e mobili e conducenti di veicoli.

Nel caso di professioni non qualificate, la percentuale di questi contratti di lavoro scende dal 45,7% per gli stranieri non UE al 36,4% per gli stranieri comunitari al 19,1% per i cittadini italiani.

Continua inoltre ad essere rilevante la percentuale degli occupati sovra qualificati, che svolgono una professione per la quale il titolo di studio maggiormente richiesto è inferiore a quello posseduto. Sono il 33,7% - dato superiore a nove punti percentuali rispetto a quello dei lavoratori italiani (24,4%). [Fonte: Agenzia Piemonte Lavoro, Cronache del lavoro 2025]

Rispetto agli skill levels 1-4, il 46% dei contratti relativi a persone straniere rientra nello ‘skill level 1’ (compiti semplici e routinari di tipo fisico o manuale), a fronte del 16% degli italiani.

Per il 49% rientrano nello ‘skill level 2’ (professioni che richiedono il completamento del primo livello di istruzione secondaria, per alcune il secondo livello o corsi di formazione professionale dopo il ciclo di istruzione secondaria), a fronte del 52% per gli italiani.

Solo il 2% circa dei contratti degli stranieri è attivato per professioni che richiedono conoscenze e competenze ottenute come risultato di un percorso di istruzione superiore o di una laurea di primo livello e il 2% circa professioni per le quali è richiesto un percorso di istruzione pari o superiore alla laurea di secondo livello (skill levels 3 e 4). A fronte rispettivamente del 9% per il livello 3 e del 23% per il livello 4 per i contratti con persone italiane.

[Fonte: Sviluppo Lavoro Italia]

 

Mentre il tasso di occupazione delle persone straniere è sceso di due punti percentuali nell’ultimo anno (dal 62,3% del 2024 al 60,5% nel 2025), quello di disoccupazione è salito dal 13,5% del 2024 al 16,5% del 2025.
Inoltre, l’esposizione al "lavoro atipico" (tempo parziale o tempo determinato) e all’insicurezza lavorativa, continua ad essere più intensa nei gruppi socio-anagrafici più svantaggiati nel mercato del lavoro (giovani, donne e stranieri).
La quota totale dei lavoratori atipici sul totale degli occupati nel 2025 è del 19%, quella degli stranieri è del 26%. Da evidenziare però una riduzione di questa percentuale negli ultimi anni: era il 36% nel 2018.
Anche la quota di atipici involontari è superiore per la componente straniera della popolazione: 77% (a fronte del 62% del totale), ma anche in questo caso osserviamo un miglioramento negli ultimi anni (era l’84% nel 2018).
Anche rispetto alla condizione retributiva, gli stranieri sono più rappresentati nella fascia a retribuzione "relativamente bassa" che caratterizza il lavoro atipico.

I dati si riferiscono ai "disoccupati amministrativi”, ovvero soggetti privi di impiego che dichiarano, in forma telematica, al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, di cui all'articolo 13 del D. Lgs. 150/15, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il Centro per l'impiego. Possono comprendere persone che temporaneamente si ritengono inattive per motivi personali. Inoltre, la dichiarazione di immediata disponibilità non ha una data di decadenza e quindi, lo stock di disoccupati tende a crescere progressivamente nel tempo. Comprendono anche, dal 16 giugno 2022, cittadini che sono beneficiari del nuovo programma di politiche attive del lavoro GOL (Garanzia di occupabilità dei lavoratori), che ha l’obiettivo di migliorare l’inserimento lavorativo delle persone, offrendo percorsi personalizzati di ingresso o reingresso al lavoro. I Centri per l’impiego sono la porta d’accesso e curano l’erogazione dei diversi servizi), così come, dall’aprile 2019 si annoverano in questo flusso anche i beneficiari di Reddito di cittadinanza. Entrambi i gruppi, infatti, dopo aver reso la DID, hanno formalizzato il loro stato presso il Centro per l’impiego, con cui hanno sottoscritto un Patto di servizio per l’attivazione e fruizione di misure di politica attiva del lavoro.

 

Per quanto riguarda le politiche attive per il lavoro, al 7 gennaio 2026, il 27% delle persone inserite nel programma nazionale Garanzia Occupabilità Lavoratori (GOL) in Piemonte ha cittadinanza straniera (21% non comunitaria e 6% comunitaria), per un totale di oltre 28 mila persone. Se si considerano i diversi percorsi disponibili, si rileva una maggiore incidenza di persone straniere inserite in azioni di riqualificazione professionale (percorso 3 - Reskilling) o di presa in carico integrata con i servizi territoriali (percorso 4 - Lavoro e inclusione). Secondo i dati più recenti (luglio 2025), le persone straniere rappresentavano oltre un quarto dei percettori del Supporto per la formazione e il lavoro (SFL) e il 45% dei percettori dell’Assegno di Inclusione (ADI)  prevalentemente di cittadinanza non comunitaria
[Fonte: elaborazioni Agenzia Piemonte Lavoro su dati SILP].

 

I maggiori ostacoli all’occupabilità nella popolazione piemontese sono la bassa mobilità territoriale, la difficile conciliazione vita-lavoro e le scarse competenze digitali. Questi ostacoli colpiscono maggiormente gli stranieri, rispetto agli italiani.
[Fonte: Le persone disponibili al lavoro: la disoccupazione amministrativa nei Centri per l’Impiego piemontesi. A cura di Agenzia Piemonte Lavoro, Monitoraggio, studi e ricerche. Anno 2025]

L’imprenditoria straniera continua a crescere in Piemonte: + 3,0% nel 2025.

A fine 2025 si contano 55.434 imprese straniere registrate in Piemonte, con una crescita annuale del 3,0%. Rispetto allo scorso anno sono cresciute di circa 1.600 unità.

I dati del registro imprese delle Camere di commercio piemontesi confermano un saldo positivo di quasi 14mila unità per le imprese guidate da nati all'estero dal 2016 a oggi (+33,7%), in netto contrasto con la flessione del comparto non straniero (-36mila unità circa).

Questo costante sviluppo ha portato il peso specifico della componente estera al 13,3% del tessuto produttivo regionale (dal 9,4% di fine 2016).

Il settore in cui sono più rappresentate le imprese straniere è l’edilizia (con circa 18mila unità, il 32,8% del totale straniero, quasi un’azienda su tre, il 28,1% de totale). Seguono per rilevanza il commercio e gli altri servizi, che insieme coprono oltre il 45% delle iniziative imprenditoriali di origine estera, e il turismo, che rappresenta il 17,6% sul totale regionale.

Poco più un’impresa straniera su quattro è di nazionalità europea, mentre la restante parte è guidata da persone non UE.

La distribuzione territoriale delle imprese straniere in valori assoluti vede una netta polarizzazione verso la città metropolitana di Torino: circa 6 realtà su 10 hanno, infatti, sede legale in questo territorio. A seguire, le province di Cuneo (10,1%) e Alessandria (9,1%).

Rispetto alla densità imprenditoriale, se Torino rimane in cima alla classifica per incidenza sul tessuto locale (15,2%), Novara si conferma un polo di forte attrattività con il 13,6%. Mentre il peso della componente estera appare più contenuto nelle province di Cuneo (8,7%) e Biella (7,5%).

 

[Fonte: Unioncamere Piemonte su dati InfoCamereUnioncamere Piemonte su dati InfoCamere, dati al 31/12/2025]

 

 

Tabelle e grafici

xlsx01_Nuove_assunzioni_31_12_2025.xlsx

xlsx02_Storico_assunzioni_31_12_2025.xlsx

xlsx03_Tipologia_contratto_31_12_2025.xlsx

xlsx04_Settori_genere_provenienza_31_12_2025.xlsx

xlsx05_Gruppi_professionali_provenienza_genere_31_12_2025.xlsx

xlsx06_Storico_imprese_straniere_2021_2025.xlsx

xlsx07_Settori_imprese_straniere_31_12_2025.xlsx

xlsx08_Imprese_straniere_per_provincia_31_12_2025.xlsx

 

 

Storico

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Osservatorio Mercato del Lavoro - IRES Piemonte
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Cronache del Lavoro - Rapporto dei Centri Per l'Impiego 2025, Agenzia Piemonte Lavoro

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Registro imprese delle Camere di commercio, Unioncamere Piemonte

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Elenco degli iscritti alla Sezione I del Registro Nazionale degli enti e delle associazioni che svolgono attività a favore degli immigrati - Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

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Relazione annuale sulla situazione economica, sociale e territoriale del Piemonte - 2023

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