Made in Immigritaly. Terre, colture, culture, primo Rapporto sui lavoratori immigrati nell’agroalimentare italiano
Made in Immigritaly. Terre, colture, culture, primo Rapporto sui lavoratori immigrati nell’agroalimentare italiano
Analisi del contributo lavorativo delle persone immigrate nel settore agroalimentare, inclusi i meccanismi di cooperazione e integrazione locale che si stanno realizzando sui luoghi di lavoro. Tra i casi studio territoriali, ci sono dati anche sull'area di Saluzzo e la frutticoltura. Dal rapporto emerge che non c’è filiera del made in Italy agroalimentare in cui il lavoro migrante non assuma un ruolo rilevante o insostituibile. Gli immigrati che lavorano regolarmente in Italia sono stimati in 2,4 milioni circa, più del 10 per cento degli occupati. In agricoltura, però, il loro contributo è certamente più rilevante di questo valore medio: gli stranieri occupati nel settore sono quasi 362 mila alla fine del 2022, e coprono il 31,7 per cento delle giornate di lavoro registrate. I dati istituzionali sono distorti per l’impatto concomitante del lavoro non registrato e delle registrazioni fittizie finalizzate ad accedere ad alcuni benefici sociali; ma offrono un’indicazione orientativa per cogliere la portata del contributo dei lavoratori immigrati all’agroindustria italiana e dei problemi di tutela che devono fronteggiare