La Corte di Cassazione, con la sentenza n.15632 del 22 luglio 2015, torna sulla questione della tutela dei legami familiari al momento dell’adozione del decreto di espulsione in ossequio dell’art. 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. La sentenza ribadisce che l'interpretazione delle norme interne deve essere sempre orientata ai principi del diritto dell'Unione Europea elaborati in tema di rimpatrio e diritto all'unità familiare dei cittadini stranieri nonché ai principi della Convenzione Europea. In particolare, la Suprema Corte, afferma che la Direttiva 2008/115/CE impone all’Amministrazione di eseguire un corretto bilanciamento tra le esigenze di sicurezza e di controllo del fenomeno migratorio ed il nucleo dei diritti della persona connessi all'applicazione del principio di “non refoulement” e al divieto di tortura nonché al diritto alla salute e alla vita familiare. Il bilanciamento deve essere eseguito alla stregua del principio di proporzionalità tra il sacrificio del diritto individuale e la salvaguardia dell'ordine pubblico statuale e soprattutto tale valutazione deve essere inserita nella motivazione del provvedimento espulsivo, pena l’illegittimità del decreto.
