Obiettivi: offrire una migliore qualità e accessibilità delle informazioni rivolte in generale ai cittadini stranieri e agli operatori e mediatori che si relazionano con utenza straniera; offrire formazione e aggiornamento continuo agli operatori e mediatori culturali; promuovere l’utilizzo delle tecnologie, dei social media e di strumenti innovativi per lo scambio di informazioni.
Attività: Formazione giuridica, socio-antropologica e nell'ambito della salute fisica e mentale rivolta a mediatori, operatori, medici di base, pediatri, facilitatori linguistici; spazio di confronto alla parti e consulenza online attraverso il Forum (ad accesso riservato) www.piemonteimmigrazione.it/forum
Periodo: 2019 - 2020 (progetto attivo dal 2011 ad oggi)
Fonte di finanziamento: Compagnia di San Paolo
Capofila: Ires Piemonte
Seminario conclusivo del Progetto InterAzioni in Piemonte - Azione 1 Educazione, finanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI) 2014 – 2020.
La prima parte della mattinata ha fornito un quadro generale del progetto, le sue attività, i risultati raggiunti e le criticità incontrate:
La seconda parte della mattinata ha dato voce agli operatori e ai docenti che hanno illustrato alcuni esempi di attività particolarmente innovative o di successo realizzate per il progetto su diversi temi:
È seguito un breve dibattito.
programma della giornata
Sabato 6 aprile ore 10.30 - 16.30
Fabbrica delle "e" – Gruppo Abele – Corso Trapani, 91 Torino
Feria de Servicios Legales y de Salud
Un'occasione nella quale molte realtà si sono rese disponibili nel dare informazioni ai cittadini sudamericani che vivono a Torino rispetto a questioni importanti per la loro permanenza in Italia e la cura della salute.
Permessi di soggiorno, ricongiungimenti familiari, salute, inserimento scolastico, università, patenti, educazione finanziaria, agenzia delle entrate sono alcuni tra i temi al centro del programma dell'evento.
La giornata informativa è organizzata dal Gruppo Abele con il Consolato Generale del Perù nell’ambito del progetto Nomis, promosso e finanziato dalla Compagnia di San Paolo.
È un permesso di soggiorno concesso dal Ministro dell’Interno su proposta del Prefetto territorialmente competente a coloro che compiono atti di particolare valore, esponendo la propria vita ad un manifesto pericolo per salvare persone, per impedire o diminuire il danno di un grave disastro pubblico o privato, per ristabilire l'ordine pubblico, per arrestare o partecipare all’arresto di malfattori, per mantenere forza alla legge, per progredire la scienza od in genere per bene dell'umanità o per tenere alti il nome ed il prestigio della Patria.Il permesso ha durata di 2 anni, è rinnovabile, consente di studiare o di svolgere attività lavorativa e può essere convertito in permesso per motivi di lavoro.
È un permesso di soggiorno rilasciato nei casi in cui il Paese verso il quale lo straniero dovrebbe fare ritorno si trova in una situazione di contingente ed eccezionale calamità che non consente il rientro e la permanenza in condizioni di sicurezza. Il titolo ha durata di sei mesi, rinnovabile per ulteriori sei mesi se permangono le condizioni che hanno determinato il rilascio, consente lo svolgimento di attività lavorativa, ma non è convertibile in un permesso di soggiorno per motivi di lavoro.
Il titolo di soggiorno per calamità è valido solo sul territorio nazionale e consente l’iscrizione obbligatoria al Servizio Sanitario Nazionale.
È un permesso di soggiorno che può essere concesso dalla Commissione Territoriale al richiedente asilo che, pur non avendo diritto alla protezione internazionale, potrebbe subire persecuzioni o tortura o trattamenti inumani e degradanti nel caso di ritorno nel Paese di origine. Il permesso di soggiorno per protezione speciale può essere riconosciuto anche in altre circostanze nelle quali il richiedente asilo, se rimpatriato, potrebbe subire la violazione di diritti costituzionali o internazionali vincolanti per lo Stato italiano. Ha durata di due anni e, alla scadenza, può essere rinnovato se la Commissione Territoriale ritiene che permangono i requisiti che ne avevano consentito il rilascio.
Il permesso di soggiorno per protezione speciale chiesto ed ottenuto dopo il 6 maggio 2023 non può essere convertito in un permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato o autonomo.