Le aspettative delle famiglie immigrate nei confronti del sistema scolastico italiano
Cnel
Uno dei casi stridiati in particolare è quello del quartiere di San Salvario a Torino
Strumenti di accessibilità
La sezione offre una panoramica degli studi e delle ricerche sull'immigrazione e sui fenomeni ad essa collegati in Piemonte, fornendo - ove possibile - un abstract della pubblicazione e il testo scaricabile in formato PDF.
Abbiamo cercato di individuare tutte le pubblicazioni e i documenti disponibili. In genere non sono indicati i rapporti periodici in cui compaiono dati sull’immigrazione senza che essa ne sia l’oggetto principale (ad es. Piemonte in cifre), né i documenti amministrativi, disponibili in altre pagine del sito. Non pretendiamo che la schedatura sia esaustiva e sistematica. Questa sezione si propone di mettere a disposizione degli utenti una raccolta di materiali, in particolare la così detta “letteratura grigia” non in commercio, senza pretendere di sostituirsi ai siti Internet delle organizzazioni che li producono o li commissionano, ai cataloghi delle biblioteche specializzate, o ai normali strumenti informatici per la ricerca di testi in rete. Gli studi in cui compaiono riferimenti all’immigrazione in Piemonte sono ormai troppo numerosi ed eterogenei perché si riesca a individuarli e schedarli tutti e una selezione è comunque necessaria per non accumulare informazioni non pertinenti e obsolete. La schedatura è quindi frutto di scelte parzialmente arbitrarie e anche di una certa casualità.
Ogni segnalazione di nuovi materiali da inserire, di mancanze riscontrate o errori da correggere è ben accetta.
Cnel
Uno dei casi stridiati in particolare è quello del quartiere di San Salvario a Torino
FIERI rapporti di ricerca
La ricerca presentata in questo Rapporto si è proposta l’obiettivo di
comprendere i modi in cui le famiglie immigrate, in bilico tra esclusione e integrazione, hanno
vissuto questi anni di crisi, soprattutto nei casi in cui la lunga permanenza in Italia rende più
improbabile la perdita del permesso di soggiorno e il dover rinunciare al proprio progetto
migratorio, ma la crisi rischia di rallentare il processo di integrazione.
Zaquini Lisa
Bozza
All'interno della sezione "Gruppi Vulnerabili" a partire da pag. 48 si trova un' analisi dello stato di salute dei cittadini stranieri residenti in Piemonte
Una delle città studiate è Torino
Centro Studi Confronti, Fai-Cisl
Analisi del contributo lavorativo delle persone immigrate nel settore agroalimentare, inclusi i meccanismi di cooperazione e integrazione locale che si stanno realizzando sui luoghi di lavoro. Tra i casi studio territoriali, ci sono dati anche sull'area di Saluzzo e la frutticoltura. Dal rapporto emerge che non c’è filiera del made in Italy agroalimentare in cui il lavoro migrante non assuma un ruolo rilevante o insostituibile. Gli immigrati che lavorano regolarmente in Italia sono stimati in 2,4 milioni circa, più del 10 per cento degli occupati. In agricoltura, però, il loro contributo è certamente più rilevante di questo valore medio: gli stranieri occupati nel settore sono quasi 362 mila alla fine del 2022, e coprono il 31,7 per cento delle giornate di lavoro registrate. I dati istituzionali sono distorti per l’impatto concomitante del lavoro non registrato e delle registrazioni fittizie finalizzate ad accedere ad alcuni benefici sociali; ma offrono un’indicazione orientativa per cogliere la portata del contributo dei lavoratori immigrati all’agroindustria italiana e dei problemi di tutela che devono fronteggiare
Il volume raccoglie i progetti, i materiali e le riflessioni operate da un gruppo di lavoro costituito dalla Provincia di Torino per progettare e realizzare un servizio coordinato per il recupero delle donne vittime della tratta, operando nell’ambito del progetto Equal.
Ires
Città Metropolitana di Torino
Il report realizzato da FIERI (Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull’Immigrazione) per la Città Metropolitana di Torino (CMTO) contiene una mappatura ragionata di ‘pratiche ispiratrici’ – che contengono elementi di innovazione che potrebbero essere replicati in altri contesti – relative ad interventi di integrazione dei migranti, forzati e non, in tutta la provincia torinese, con l’esclusione del capoluogo. E’ suddiviso in sei sezioni: outreaching, lavoro, abitare, coinvolgimento della comunità e cittadinanza attiva, profughi ucraini, crowdfunding. Emerge un passaggio da una fase di “emergenza creativa” (2015 – 2018) del sistema di accoglienza a una di “difficoltà normalizzata” (di fine 2022). In questa nuova fase, le sperimentazioni sono molto poche e gli operatori dei servizi pubblici e non-profit si trovano a dover andare oltre i loro compiti formali per offrire ciò che ritengono essere standard minimi di qualità, per garantire continuità nei percorsi delle persone, per rispondere a bisogni non sempre standardizzabili. Il fattore che pare aver inciso di più è stata la riduzione delle risorse economiche seguita al Decreto Sicurezza e Migrazione del 2018 (Decreto Legislativo 113/2018 convertito nella Legge 132/2018)4. Il forte taglio delle risorse ha avuto un impatto negativo sul livello di innovazione degli interventi di integrazione. Allo stesso tempo, ha stimolato due modalità di finanziamento: il maggiore ricorso ai bandi delle fondazioni bancarie o di fondi europei e il crowdfunding. In questo quadro di risorse scarse, i volontari sono visti come una risorsa importante in molte delle pratiche individuate, ma richiedono anche un aumento del lavoro professionale di accompagnamento. La pandemia del 2020 ha inoltre reso necessario pensare a nuovi modi per intercettare i potenziali beneficiari, stimolando soluzioni innovative sul fronte dell’outreach, che vede gli operatori uscire dagli uffici per agganciare i beneficiari e portare i servizi all’esterno, in luoghi altri, dove i bisogni possono manifestarsi ed essere quindi intercettati. Si è invece registrata una fatica a innovare sul fronte del lavoro e dell’abitare. In questa situazione di “difficoltà normalizzata”, molti sono i bisogni dei migranti lasciati inevasi e le organizzazioni, se vogliono innovare, devono investire nel fund-raising e nella gestione dei progetti risorse umane ingenti, sottraendole all’erogazione dei servizi, ma si tratta di difficoltà ignorate e considerate ormai ordinarie, lasciate ai margini del dibattito pubblico. Infine, contrariamente alle aspettative, l’arrivo di un numero consistente di profughi dall’Ucraina, non pare aver stimolato una rilevante innovazione sul fronte integrazione; ciò sembra essere dovuto soprattutto alla propensione dei cittadini ucraini a percepire la loro presenza in Italia come temporanea e all’effettivo ritorno in patria di molti di loro, rendendo più complessa la programmazione di interventi di medio periodo.
La Parte III della relazione “Tra bisogno e risorse” è dedicata a fasce di popolazione, (immigrati, anziani e alcune categorie di disabili) spesso trattate esclusivamente come problema e per le quali, invece, alla presenza di una domanda di interventi sanitari forte o complessa si affianca un potenziale ru
Lavoratori stranieri, in particolari autonomi in provincia di Torino. Approfondimento qualitativo con interviste sul lavoro e sul diversity management
Fondazione Cassa di Risparmio di Biella. Percorsi di Secondo Welfare
Riporta i dati relativi al territorio biellese suddivisi in Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite rappresenta la guida strategica delle scelte programmatiche - presenti e future - dell’Osservatorio. Si trovano dati relativi alla popolazione residente e alla sua struttura demografica. Rispetto alla popolazione straniera, nella Provincia di Biella, il numero di cittadini stranieri residenti è diminuito leggermente tra il 2019 e il 2021, per poi aumentare costantemente fino al 2024, passando da 9.871 nel 2019 a 10.847 nel 2024. L'incidenza percentuale sul totale della popolazione provinciale è aumentata dal 5,63% al 6%, mentre la percentuale sul totale della popolazione straniera residente in Italia è rimasta costante intorno allo 0,19-0,20%. Questo incremento evidenzia una crescita relativa della popolazione straniera nella Provincia, che potrebbe essere dovuta a una maggiore attrattività del territorio o adinamiche migratorie specifiche. Si trovano dati sulle persone, anche straniere, accompagnate dal Consorzio CISSABO e dal Consorzio IRIS. Sono presenti numerosi indicatori che mirano a descrivere la situazione di povertà ed esclusione sociale nel Biellese e, più in generale, la condizione reddituale nella Provincia. Particolare attenzione è infine rivolta ad alcuni gruppi particolarmente fragili o esposti al rischio di discriminazione: minori, persone detenute, persone migranti o con un background migratorio alle spalle. Sono inoltre presenti dati forniti dall’Azienda Sanitaria Locale in merito all’offerta di servizi e prestazioni e all’utenza presa in carico da particolari strutture quali - per esempio - i servizi per le dipendenze e per la salute mentale. Vi sono inoltre dati sulla popolazione studentesca, incluse persone straniere o con background migratorio. Vi è uno specifico focus sulla condizione delle donne biellesi in diversi ambiti, dall'istruzione all'occupazione, dalla presenza nei contesti pubblici alla violenza di genere. Vengono raccolti i accoglie i principali indicatori statistici in materia di occupazione, disoccupazione e attività, così come al mondo delle imprese.
Analisi del fenomeno migratorio sul territorio della provincia di Torino: raccolta dei dati aggiornati al 2021 e delle pratiche degli attori a vario titolo responsabili per le politiche di integrazione sul territorio: Città Metropolitana di Torino, Agenzia Piemonte Lavoro, Questura di Torino, Prefettura di Torino, Comando Provinciale dei Carabinieri di Torino, Centro per la Giustizia Minorile del Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria, Sportello Unico per l’Immigrazione, Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Torino, INAIL – Istituto Nazionale Assicurazioni Infortuni sul Lavoro, Ministero dell’Istruzione e Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte, IRES Piemonte, Servizio Sovranazionale di Epidemiologia, ASL TO3, Assessorato alla Sanità Regione Piemonte, Università di Torino e FIERI.
Comune di Torino