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Richiesta di cittadinanza italiana presentata da persona disabile

Il TAR Lazio, con la sentenza n. 5568 del 4 giugno 2013, ha annullato il decreto con il quale il Ministero dell’Interno aveva dichiarato l’inammissibilità della richiesta di concessione della cittadinanza italiana sottoscritta dall’amministratore di sostegno a favore di persona affetta da handicap. Si trattava di richiesta inoltrata dall’amministratore di sostegno di persona affetta da grave disabilità consistente in un deficit intellettivo di grado medio grave, con assenza di linguaggio verbale. Nel ricorso si sottolinea, tuttavia, che la richiedente è nata in Italia, qui ha frequentato la scuola e comprende la lingua italiana, considerandosi, pertanto, cittadina italiana. Il TAR del Lazio ha ritenuto di annullare il decreto affermando che l’amministratore di sostegno ben poteva sottoscrivere l’istanza essendo stato autorizzato a gestire i rapporti dell’amministrato nei confronti della pubblica amministrazione. In relazione poi all’asserita incapacità della richiedente di manifestare la volontà di acquistare la cittadinanza italiana, il Tribunale afferma che tale concreta capacità dovrà essere valutata nell’ambito del procedimento con adeguata istruttoria e non può essere escluso a priori soltanto sulla base delle carenze intellettive ed espressive del soggetto.

pdfSentenza TAR Lazio n. 5568/13

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