Il nostro consiglio e quello di rivolgersi ad un avvocato o un’associazione a tutela dei diritti degli stranieri prima del giorno dell’udienza, in tempo utile per l’udienza e non ignorare le lettere che si ricevono.

È fondamentale ritirare sempre la posta (lettere e atti giudiziari) al fine di conoscerne il contenuto e potersi difendere. Controllare sempre di avere il nome corretto sul campanello e sulla cassetta della posta.
Esistono strumenti per sostenere chi è sfrattato:

  • rivolgersi ad un avvocato competente in materia di locazioni;
  • rivolgersi al proprio comune di residenza, per capire se sono attivabili forme di sostegno. Esistono vari strumenti che la Città di Torino mette a disposizione per prevenire gli sfratti per morosità incolpevole alle quali si può accedere tramite segnalazione dei servizi sociali e in alcuni casi anche in autonomia. È richiesta in ogni caso la collaborazione della proprietà. I criteri d’accesso richiesti sono la residenza da almeno un anno in città, l’assenza di altri debiti verso la pubblica amministrazione, la presa in carico dei Servizi Sociali, etc. Le principali misure pubbliche per evitare lo sfratto sono: fondo FIMI - Fondo Morosità Incolpevole e il PAS – Promozione Abitare Sociale;
  • rivolgersi al sindacato inquilini:
    SICET, via Madama Cristina, 50 - 10125, Torino; tel. 011.65.20.151; email torino@sicet.it; sito: http://www.sicet.it/
    SUNIA, via Carlo Pedrotti, 5 - 10152, Torino; tel. 011.428.8600; email sunia.torino@sunia.it; sito: http://www.sunia.it/
    Unione inquilini, corso Taranto, 19/B - 10154, Torino c/o S.A.L.; sito: http://www.unioneinquilini.it/index.php;
  • presentare domanda di accesso all'ERP - Edilizia Residenziale Pubblica, tramite il canale dell'emergenza abitativa. Occorre rivolgersi al proprio comune di residenza;
  • rivolgersi a LO.CA.RE http://www.comune.torino.it/locare/;
  • rivolgersi alle associazioni del territorio che si occupano di supporto al diritto alla casa.

Tutti i contratti con durata superiore a 30 giorni vanno obbligatoriamente registrati presso la competente Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla stipulazione. Il locatore e il conduttore sono entrambi responsabili della registrazione del contratto. È possibile la registrazione tardiva oltre i 30 giorni, dietro pagamento di una sanzione.

La mancata registrazione è causa di nullità del contratto. Il contratto nullo è considerato come se non fosse mai venuto ad esistenza (vengono meno tutte le tutele a favore delle parti).
I costi di registrazione consistono nel pagamento dell’imposta di registro e nell’imposta di bollo, da dividere al 50% tra conduttore e locatore, salvo diversi accordi.
Anche il rinnovo e la cessazione del contratto sono soggetti a registrazione.

Prestazione finalizzata all’inserimento scolastico e sociale, riconosciuta ai minori di anni 18 per i quali sia stata accertata una condizione di difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età, nonché ai minori ipoacusici, che soddisfano i requisiti sanitari e amministrativi previsti dalla legge.

È necessario che i minori frequentino centri ambulatoriali pubblici o convenzionati, specializzati in trattamenti riabilitativi o terapeutici o scuole pubbliche o private, o centri di formazione professionale.

Il limite di reddito annuo è stabilito annualmente (per il 2024 è pari a euro € 5.725,46 e si considerano tutti i redditi imponibili agli effetti Irpef).

L'importo dell’assegno mensile spetta per 13 mensilità annue e per il 2024 è pari a € 333,33.

Prestazione erogata a favore dei soggetti invalidi totali per i quali è stata accertata l’impossibilità di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore oppure l’incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita e che quindi necessitano di assistenza continua. Non sono richiesti requisiti di reddito o di età. Per il 2024, l'importo è pari a € 531,76 ed è erogato per 12 mensilità annue.

Il pagamento dell’indennità viene sospeso in caso di ricovero a totale carico dello Stato per un periodo superiore a 29 giorni.

Prestazione rivolta agli invalidi totali (invalidità al 100% e permanente) di età compresa tra i 18 e i 67 anni, con limiti reddituali indicati annualmente dall’INPS (il limite di reddito personale annuo è pari per il 2024 a € 19.461,12 e si considerano tutti i redditi imponibili agli effetti Irpef).

L'importo dell’assegno mensile spetta per 13 mensilità annue e per il 2024 è pari a € 333,33.

Al compimento del 67° anno di età, in luogo della pensione di invalidità viene erogato l'assegno sociale.

Prestazione rivolta a persone di età compresa tra i 18 e i 67 anni, con una riduzione parziale della capacità lavorativa (compresa tra il 74 e il 99%), con limiti reddituali indicati annualmente dall’INPS (il limite di reddito personale annuo per il 2024 è pari a € 5.725,46: si considerano tutti i redditi imponibili agli effetti Irpef). 

La prestazione è compatibile con l’attività lavorativa, sia da lavoro dipendente che autonomo, fino a determinati limiti di reddito (€ 8.145,00 per il lavoro dipendente, € 4.800,00 per il lavoro autonomo). L'importo dell’assegno mensile, che spetta per 13 mensilità annue, per il 2024 è pari a € 333,33.

Seguici

 

facebookyoutubeinstagram

Search