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Il 18 ottobre 2021 ricorre la 15° Giornata Europea contro la Tratta di esseri umani.
La Rete Antitratta del Piemonte celebra la Giornata con il video "Si parte per cercare una nuova vita. Si riparte per crearne una migliore" che racconta le persone uscite da situazioni di tratta e grave sfruttamento.
La Regione Piemonte, insieme alla Città di Torino, anche ques'anno ribadisce l'impegno contro il fenomeno della tratta illuminando la Mole Antonelliana con la scritta “STOP TRATTA ESSERI UMANI”.
Si vuole porre l’attenzione su un fenomeno grave e di ampia portata: lo sfruttamento sessuale, il lavoro gravemente sfruttato, l’accattonaggio e le economie criminali forzate (spaccio e furti), i matrimoni forzati ed il traffico di organi. Sono questi gli ambiti dove potenti organizzazioni criminali, spesso transnazionali, sfruttano le loro vittime ricavando enormi quantità di denaro che condizionano pesantemente l’economia legale.
In Piemonte, dal 2018 al 2020 sono stati circa 6. 000 i primi contatti con potenziali vittime di tratta attraverso le unità di strada, gli sportelli, il Numero verde anti-tratta e i colloqui di valutazione eseguiti su richiesta della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale e delle strutture di accoglienza per i richiedenti asilo e i rifugiati. (Per saperne di più consulta 10 numeri sulla Tratta in Piemonte a cura di Ires Piemonte)
Dal 2006, anno di istituzione della Giornata Europea contro la Tratta di esseri umani molto è stato fatto in tutti gli stati membri, ciononostante la Tratta rimane un fenomeno da contrastare.
In Italia da oltre 20 anni è presente un Sistema nazionale antitratta, finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità – attualmente composto da 21 Progetti territoriali, a guida pubblica e del terzo settore. Un sistema che opera su tutto il territorio nazionale e che attua: azioni di contatto con le popolazioni a rischio di sfruttamento; identificazione, protezione e assistenza delle vittime; interventi volti a favorire l’integrazione economico-sociale di queste ultime al fine di ridurre i rischi di ri-vittimizzazione.
La recente emergenza sanitaria ha impattato duramente sulla condizione delle persone a rischio di tratta e/o grave sfruttamento, rendendole ancor più vulnerabili nei confronti delle reti criminali.
Il Dipartimento per le Pari Opportunità, la rete nazionale dei Progetti Anti-tratta e il Numero Verde Nazionale in aiuto alle vittime di tratta e/o grave sfruttamento si impegnano nell’organizzare, compatibilmente con il rispetto delle prescrizioni volte a contrastare l’emergenza sanitaria, eventi di informazione e sensibilizzazione uniti dal filo conduttore rappresentato dall’hashtag/slogan #liberailtuosogno.
scarica i materiali informativi sulla Giornata Europea contro la Tratta di esseri umani
I progetti piemontesi contro la Tratta di esseri umani: Anello Forte, ALFa, FairJob
Risorse online:
https://www.osservatoriointerventitratta.it/
https://www.facebook.com/NVAntitratta
https://www.facebook.com/GiornataEuropeaControLaTratta
Sono state pubblicate le Nuove Linee guida UNHCR "L'identificazione delle vittime di tratta tra i richiedenti protezione internazionale e le procedure di referral"
Scarica le linee guida
Obiettivo: Migliorare le condizioni socio-economiche delle persone titolari di protezione internazionale che sono state vittime di tratta e sfruttamento sessuale o lavorativo, attraverso l’aumento della loro capacità di vita autonoma nel medio-lungo periodo
Attività: Analisi del contesto e selezione delle imprese; Definizione dell'offerta di servizi abitativi, culturali e lavorativi, fruibili con un “buono servizi per l'integrazione”; Analisi personalizzata e co-progettazione dei percorsi individuali; Realizzazione dei piani individuali di inserimento socio-economico; Informazione e comunicazione.
Periodo: Agosto 2020 – Giugno 2022 (prorogato a marzo 2023)
Fonte di Finanziamento: Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020
Capofila: Regione Piemonte
Per approfondire: https://www.piemonteimmigrazione.it/lp/fairjob
Obiettivi: Far emergere le vittime di sfruttamento sessuale con attenzione ai richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale e ai minori; far emergere lo sfruttamento lavorativo soprattutto nel lavoro agricolo; conoscere le caratteristiche del fenomeno dell’accattonaggio nei capoluoghi; incrementare la capacità della rete di proteggere, accogliere e accompagnare all’autonomia; rafforzare il sistema integrato di interventi per ridurre lo sfruttamento di esseri umani.
Attività: Tutela della salute, emersione e primo contatto; protezione immediata e prima assistenza; accoglienza di emergenza; prima accoglienza; seconda accoglienza; prese in carico territoriali; formazione e orientamento al lavoro; attività specifiche rivolte ai minori stranieri non accompagnati vittime di tratta; attività specifiche rivolte alle vittime di sfruttamento lavorativo.
Periodo: ottobre 2022 - marzo 2024
Fonte di finanziamento: Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Bando 5/2022 - Programma unico di emersione, assistenza ed integrazione sociale a favore degli stranieri e dei cittadini vittime di tratta
Capofila: Regione Piemonte
Per approfondire l'Azione di sistema interregionale A.St.R.A: https://www.piemonteimmigrazione.it/lp/astra
Obiettivi: Far emergere le vittime di sfruttamento sessuale con attenzione ai richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale e ai minori; far emergere lo sfruttamento lavorativo soprattutto nel lavoro agricolo; conoscere le caratteristiche del fenomeno dell’accattonaggio nei capoluoghi; incrementare la capacità della rete di proteggere, accogliere e accompagnare all’autonomia; rafforzare il sistema integrato di interventi per ridurre lo sfruttamento di esseri umani.
Attività: Tutela della salute, emersione e primo contatto; protezione immediata e prima assistenza; accoglienza di emergenza; prima accoglienza; seconda accoglienza; prese in carico territoriali; formazione e orientamento al lavoro; attività specifiche rivolte ai minori stranieri non accompagnati vittime di tratta; attività specifiche rivolte alle vittime di sfruttamento lavorativo.
Periodo: luglio 2021 - ottobre 2022
Fonte di finanziamento: Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Bando 4/2021 - Programma unico di emersione, assistenza ed integrazione sociale a favore degli stranieri e dei cittadini vittime di tratta
Capofila: Regione Piemonte
Obiettivo: Emersione del fenomeno della tratta e assistenza, protezione e integrazione delle vittime
Attività: tutela della salute, emersione e primo contatto (unità di strada; unità indoor; sportelli; postazione locale del numero verde nazionale, colloqui antitratta presso commissione territoriale, collaborazione con cas e sprar); protezione immediata e prima assistenza; seconda accoglienza; formazione e orientamento al lavoro; accoglienza di msna.
Azioni di sistema: presa in carico sociale delle vittime di tratta con vulnerabilità, in collaborazione con gli enti gestori delle funzioni socio-assistenziali; presa in carico sanitaria delle vittime di tratta con particolari esigenze (persone con disagio psichico, malattie sessualmente trasmissibili, patologie croniche o degenerative) in collaborazione con l’Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte; costruzione di una filiera di interventi di accoglienza, integrazione sociale e lavorativa con SIPROIMI e il progetto Alfa (Fami Emergenza); sperimentazione di un meccanismo di Refferal tra enti-anti-tratta, Commissione territoriale per la richiesta di protezione internazionale e Questure del Piemonte; sperimentazione di un meccanismo di Referral tra attori pubblici e privati coinvolti nella prevenzione e nel contrasto dello sfruttamento lavorativo, mutua assistenza e scambio di prassi tra progetti
Periodo: Marzo 2019 - Maggio 2020 prorogato a 31/12/2020)
(in corso ulteriore proroga a 30/06/2021)
Fonte di finanziameno: Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri
Capofila: Regione Piemonte
Tre storie a fumetti per raccontare percorsi di vita e di inserimento sociale di richiedenti asilo, ma soprattutto di uomini, donne e bambini giunti in Italia con motivazioni e percorsi diversi e accomunati dallo stesso iter burocratico e dal desiderio di avere un futuro nel nostro Paese. Ciascun racconto è ispirato ad una storia vera e illustra le attività di accoglienza e supporto ai percorsi di integrazione che devono essere garantite secondo i principi costituzionali riportati nella Carta dei Valori della cittadinanza e dell’integrazione.
se vuoi stamparla
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Il Convegno "La tratta degli esseri umani: politiche di contrasto del fenomeno e di tutela delle vittime" si è svolto nell'ambito del progetto "L'Anello Forte - Retet antitratta del Piemonte e della Valle d'Aosta", finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
VIDEO REGISTRAZIONE DI TUTTI GLI INTERVENTI
SLIDE DISPONIBILI
La tratta: il fenomeno e le politiche
F. Sarrica, UNODC
Approfondimento su casi- paese
La Nigeria - R. Paradiso , Procura della Repubblica di Torino
La Cina - D. Brigadoi Cologna , Università dell'Insubria e Codici Ricerca e Intervento
L'emersione
C. Santarossa, Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM)
G. Della Valle, Numero Verde Nazionale Anti-tratta
F. Nicodemi, Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR)
Il Contrasto
V. Richey, Ufficio del rappresentante speciale per il contrasto delle tratta di esseri umani, Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE)
La tutela e l'assistenza delle vittime di tratta
C. Blengino, Università di Torino, Dipartimento di Giurisprudenza, Clinica Legale Antitratta
A. D'Angelo, Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione (ASGI)
I. Dal Conte, Ambulatorio infezioni sessualmente trasmissibili, Ospedale Amedeo di Savoia di Torino
14 febbraio 2019
c/o Sala Conferenze Ires Piemonte
via Nizza 18 - Torino
ore 9.30 - 17.30
Progetto ADITUS
Giornata formativa: Identificazione e supporto alle vittime di tratta e sfruttamento lavorativo: dalla frontiera al territorio.
organizzata dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) – Ufficio di coordinamento per il Mediterraneo, in collaborazione con la Prefettura di Torino
L'incontro è rivolto agli operatori e alle operatrici dei Centri di accoglienza per adulti e si inserisce nel progetto ADITUS, promosso dall’OIM e finanziato dal Ministero dell’Interno nell’ambito dei fondi FAMI. Dal novembre 2017 ad oggi, l’OIM ha formato più di 800 operatori dell’accoglienza coinvolgendo numerose Prefetture d’Italia.
Il seminario, che avrà anche un focus specifico sullo sfruttamento lavorativo e alterna interventi frontali con attività interattive e pratiche, è complementare rispetto alla formazione proposta dalla Prefettura di Torino nel 2018 nell'ambito del progetto "Gestire l'accoglienza. Formare i territori".
Realizzato in collaborazione con il progetto territoriale “L’Anello forte. Rete antitratta del Piemonte e della Valle d’Aosta”, di cui la Regione Piemonte è capofila.
Iscrizione obbligatoria: https://bit.ly/2S0kz3i
Possono accedere 2 operatori per ente, assegnando una priorità a quanti non hanno partecipato ai precedenti appuntamenti formativi.
Aula Magna Liceo M. D’Azeglio
via Parini 8 – Torino
Dal 27 ottobre 2017 al 27 febbraio 2018, ore: 14 - 17
Percorso formativo su protezione internazionale, minori stranieri non accompagnati e vittime di tratta - MediaTo 5
a cura dell'Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione (ASGI)
Il percorso di formazione giuridico affronta le novità sulla tutela dei minori stranieri non accompagnati dopo la L. 47/2017 (Legge Zampa) e le conseguenze sui procedimenti in materia di protezione internazionale introdotti dalla cosiddetta Legge Minniti (L. 13 aprile 2017, n.46). Un focus particolare è posto sull'ascolto dei richiedenti protezione internazionale e sull'emersione e tutela in fase di accoglienza e audizione delle vittime di tratta.
Il corso affianca alla fondamentale acquisizione di saperi teorici di base, una formazione esperienziale basata su anni di lavoro “sul campo” grazie a professionisti operatori del settore ed esperti, quali avvocati, antropologi, mediatori culturali, psicologi ed esperti di salute.
MediaTo 5 è un progetto ideato e gestito da IRES Piemonte insieme ad ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione), CCM (Comitato Collaborazione Medica) e A.M.M.I (Associazione Multietnica Mediatori Interculturali) con il sostegno della Compagnia di San Paolo.
Il percorso rivolto agli operatori dei CAS e SPRAR e a operatori sanitari nell'ambito del progetto della Prefettura di Torino "Gestire l'accoglienza. Formare i Territori" ha avuto come formatori i referenti degli enti antitratta (iscritti alla II sezione del Registro delle associazioni preposte)
attivi sul territorio della provincia di Torino e professionisti in ambito sanitario.
La tratta di esseri umani. Trafficking e Smuggling. Il caso della Nigeria
Gli strumenti giuridici di contrasto alla tratta e di tutela delle vittime
Obiettivo: emersione, assistenza ed integrazione sociale degli stranieri e dei cittadini vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale, lavorativo e per accattonaggio
Attività: tutela della salute, emersione e primo contatto (unità di strada; unità indoor; sportelli; postazione locale del numero verde nazionale, colloqui antitratta presso commissione territoriale, collaborazione con cas e sprar); protezione immediata e prima assistenza; seconda accoglienza; formazione e orientamento al lavoro; accoglienza di msna; azione pilota in collaborazione con l’assessorato alla sanità per formare un operatore/trice di ciascun dea (referenti rete antiviolenza) e alcuni referenti dei consultori, sugli indicatori di tratta; attivazione di una sezione tratta all’interno della forum di consulenza www.piemonteimmigrazione.it/forum; monitoraggio e valutazione.
Periodo: Dicembre 2017 - Febbraio 2019 Concluso
Fonte di finanziameno: Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri
Capofila: Regione Piemonte
scheda di progetto
Obiettivo: assicurare tutela immediata e adeguata alle donne straniere regolarmente soggiornanti potenziali vittime di tratta
Attività: aggancio delle potenziali vittime prima che siano avviate alla prostituzione o ad altre forme di sfruttamento, inserimento in un percorso di inclusione sociale e di osservazione, valutazione della reale condizione delle persone e accompagnamento verso le strutture di accoglienza più idonee; sviluppo e sperimentazione dell’interconnessione tra sistemi di accoglienza e con autorità giudiziaria e forze dell’ordine; aggiornamento e confronto tra operatori dei sistemi di accoglienza; raccolta e analisi dati e diffusione dei risultati.
Periodo: Aprile 2019 – Settembre 2020 (prorogato a Ottobre 2022)
Fonte di Finanziamento: Programma Asylum, Migration and Integration Fund (AMIF) e Ministero dell’Interno
Capofila: Prefettura di Torino
Per approfondire: https://www.piemonteimmigrazione.it/lp/alfa e su http://progettoalfa.piemonteimmigrazione.it
La tratta di esseri umani, punita dall’art. 601 c.p., è una pratica che consiste nel forzare o indurre una persona a fare ingresso o a soggiornare sul territorio per sfruttarla a fini lavorativi, sessuali, nell’accattonaggio, nel compimento di attività illecite o per sottoporla al prelievo di organi.
La legge punisce penalmente questo comportamento, prevedendo una pena detentiva compresa tra 8 e 20 anni.
Il Sistema italiano Antitratta è costituito dall’insieme di interventi realizzati in favore delle vittime di tratta e grave sfruttamento tramite il programma unico di emersione, assistenza ed integrazione sociale ed è coordinato e co-finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità.
Il Piano nazionale di azione contro la tratta e il grave sfruttamento (PNA) stabilisce le strategie di intervento dello Stato sul fenomeno della tratta e del grave sfruttamento, con l’obiettivo di migliorare la risposta nazionale al fenomeno in termini di prevenzione, contrasto e repressione del crimine, protezione e integrazione delle vittime e cooperazione con i paesi d’origine.
Il Piano definisce le priorità di intervento, le possibili fonti di finanziamento, le principali azioni che devono essere sviluppate sul territorio e le amministrazioni competenti per ciascuna azione.
Per aiutare gli operatori ad individuare presunte vittime di tratta e grave sfruttamento, il PNA ha sviluppato le Linee guida per la definizione di un meccanismo di rapida identificazione delle vittime di tratta e grave sfruttamento (all. 2 al PNA): le linee guida contengono disposizioni utili sull’approccio alle presunte vittime, sulle modalità di intervista delle stesse e sul processo di identificazione, nonché un elenco, non esaustivo, di indicatori utili all’individuazione di una presunta situazione di tratta.
La vittima di tratta ha diritto ad ottenere uno speciale permesso di soggiorno “per motivi di protezione sociale”, che viene però rilasciato con la dicitura “casi speciali”.
Ha una durata di sei mesi e può essere rinnovato per un anno, o per un ulteriore periodo qualora sia necessario per motivi di giustizia. Dà diritto ad accedere ai servizi assistenziali ed allo studio, ad iscriversi nelle liste per la disponibilità lavorativa ed a svolgere lavoro subordinato.
Se alla conclusione del programma di assistenza e integrazione sociale il beneficiario ha in corso un rapporto di lavoro, il permesso può essere rinnovato per la durata del rapporto stesso e, in caso di lavoro a tempo indeterminato, per due anni. Il permesso può, inoltre, essere convertito in un permesso per motivi di lavoro o in un permesso per motivi di studio.
Lo straniero vittima di violenza o grave sfruttamento otterrà il rilascio del permesso di soggiorno nel caso in cui la sua incolumità sia in pericolo per effetto del tentativo di sottrarsi al controllo di un’associazione criminale, o per effetto delle dichiarazioni rese nel procedimento penale contro i suoi sfruttatori.
Prima di rilasciare il permesso di soggiorno, la Questura verifica inoltre che la vittima abbia aderito al programma individuale di assistenza e di integrazione sociale concordato con il responsabile della struttura presso cui il programma dovrà essere realizzato.
L’ordinamento prevede due distinti percorsi, alternativi tra loro, per il rilascio del permesso di soggiorno (c.d. doppio binario):
Il permesso viene revocato in caso di interruzione del programma di assistenza e integrazione sociale, di condotta incompatibile con le finalità del programma o quando vengono meno le condizioni che hanno giustificato il suo rilascio.
Il programma unico di emersione, assistenza e integrazione sociale ha lo scopo di fornire accoglienza e protezione alla persone nella fase preliminare di accertamento della condizione di vittima di tratta e, successivamente, di fornirle gli strumenti necessari al raggiungimento della piena autonomia. Su tutto il territorio nazionale sono attivi progetti che realizzano il programma unico.
Il programma garantisce alla vittima, in via transitoria (tre mesi, eventualmente prorogabili di altri tre mesi), adeguate condizioni di vitto, alloggio e assistenza sanitaria e, successivamente, la prosecuzione dell’assistenza sino al raggiungimento di una situazione di completa integrazione abitativa, lavorativa e sociale.
Gli unici soggetti autorizzati a prendere in carico le vittime di tratta nello svolgimento del programma unico di emersione, assistenza e integrazione sociale sono i Servizi Sociali degli enti locali, nonché gli enti del privato sociale iscritti nella Seconda Sezione del Registro nazionale istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (l’iscrizione al Registro attesta la solidità organizzativa e patrimoniale degli enti che operano nel campo dell’integrazione sociale degli stranieri).
La vittima di tratta che, nel caso di rientro nel paese d’origine, rischi di subire persecuzioni per uno dei motivi previsti dalla Convenzione di Ginevra del 1951, ha diritto a ottenere la protezione internazionale.
In particolare, secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) il reclutamento forzato o con l’inganno di donne e minori per il loro sfruttamento sessuale può costituire persecuzione legata al “genere” e dà diritto alla protezione internazionale se le autorità del paese d’origine non sono in grado di offrire alla vittima una protezione efficace dai trafficanti.
In ogni caso, la valutazione della domanda di protezione internazionale di una vittima di tratta è completamente indipendente dalla volontà della stessa di denunciare i suoi trafficanti.
La legge italiana considera le vittime di tratta che fanno richiesta di protezione internazionale una categoria vulnerabile, riconoscendo loro specifiche garanzie procedurali e particolari benefici in termini di accoglienza.
Per favorire l’emersione e l’identificazione delle vittime di tratta tra coloro che presentano domanda di protezione internazionale ed il loro rapido invio al Sistema Antitratta, l’UNHCR e la Commissione Nazionale per il Diritto d’Asilo hanno elaborato le Linee Guida per L’identificazione delle vittime di tratta tra i richiedenti protezione internazionale e procedure di referral, che stabiliscono delle Procedure Operative Standard che le Commissioni Territoriali devono adottare nell’esame di queste particolari domande.
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