- potenziare - anche mediante formazioni che adottino un approccio multi-agenzia e sensibile al genere - la capacità del sistema di fornire protezione e assistenza a potenziali vittime di tratta coinvolte in forme di sfruttamento diverse dal sessuale (sfruttamento lavorativo, nell’accattonaggio e nelle attività illecite) e con profili e nazionalità eterogenei (tra cui in particolare potenziali vittime di tratta madri con minori a carico, minori e trans);
- incrementare le risorse da un lato per le progettualità rivolte alle potenziali vittime di tratta, anche per costruire interventi flessibili, in grado di rispondere alla mutevolezza del fenomeno (ad esempio l’incremento delle vittime madri con figli che si sono spostate in diversi paesi europei) e alle contingenze, come ad esempio la pandemia o i conflitti in corso, dall’altro per favorire percorsi di rafforzamento delle relazioni interne alle reti e di costruzione di comunità di pratiche.
- costruire sistemi di raccolta dati, mappatura e monitoraggio del fenomeno gestiti da soggetti che abbiano specifico mandato e risorse economiche che possano essere omogenee e condivise a livello transnazionale.

