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Con l’ordinanza del 16 aprile 2016, il Tribunale di Bergamo, ha riconosciuto il diritto al cd “bonus bebé” anche alla madre non comunitaria e priva di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo bensì titolare di permesso di soggiorno per motivi familiari. Questo perché una recente direttiva comunitaria prevede parità di trattamento in materia di prestazioni assistenziali tra tutti i cittadini non comunitari purché regolarmente soggiornanti e titolari di un permesso di soggiorno valido per lavoro.
Il Tribunale ha, dunque, accertato il carattere discriminatorio della disposizione dell'INPS ed ha intimato l’Amministrazione a riconoscere l'assegno relativo alla nascita della figlia fino al compimento del terzo anno di età.pdfTribunale Bergamo 15 aprile 2016

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 1327 del 5 aprile 2016, ha affermato che al momento della revoca del permesso di soggiorno UE per lungosoggiornanti l’Amministrazione deve sempre valutare se sussistano i requisiti per il rilascio di un permesso di soggiorno ordinario. Il destinatario di una revoca del permesso UE non può, infatti, essere considerato come un soggetto privo del titolo di soggiorno e nei suoi confronti non può essere adottato il respingimento o l’espulsione, salvi i casi di pericolosità sociale che devono comunque essere adeguatamente motivati. 

pdfConsiglio di Stato n. 1327/2016

Con la sentenza n. 281 del 3 marzo 2016, il TAR Piemonte ha accolto il ricorso presentato avverso il diniego di conversione del permesso di soggiorno rilasciato per minore età in permesso di soggiorno per lavoro. Nel caso in esame, il richiedente, entrato in Italia all’età di 17 anni, aveva ottenuto un permesso per minore età nonostante fosse stato affidato allo zio tramite kafala. Poichè, dunque, egli si trovava in Italia unitamente ad un adulto di riferimento, a parere del Tribunale, non poteva essere considerato un minore non accompagnato e la Questura avrebbe dovuto concedergli il rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro indipendentemente dalla presenza degli ulteriori requisiti quali l’inserimento, per un periodo non inferiore a due anni, in un progetto di integrazione sociale e civile gestito da un ente pubblico o privato.

pdfTAR Piemonte n. 281/2016

Con la Circolare del 4 marzo 2016 la Regione Piemonte ha chiarito che al richiedente asilo deve essere riconosciuto il diritto all’esenzione dalla spesa sanitaria. Durante i primi sei mesi di permanenza, periodo in cui il richiedente non può accedere all’attività lavorativa, la sua posizione sarà assimilata a quella dei disoccupati attraverso l'attribuzione del codice E02. Successivamente, il richiedente asilo continuerà ad avere diritto all'esenzione ticket, attraverso l'assimilazione ai disoccupati, fino a quando non inizierà a svolgere regolare attività lavorativa, attraverso il codice di esenzione E92.

pdfCircolare esenzione ticket Regione Piemonte

Con la sentenza del Consiglio di Stato n. 692 del 19 febbraio 2016 è stato ribadito il principio in base al quale spetta all’Amministrazione verificare accuratamente la capacità economica dell’impresa che chiede l’autorizzazione all’assunzione nell’ambito dei flussi di ingresso di un lavoratore che si trovi ancora all’estero. Tuttavia, nell’ambito di detta valutazione, lo Sportello Unico competente deve prendere in considerazione tutti gli elementi che il datore di lavoro ritenga di sottoporre ivi compreso il reddito derivante dall’ultimo esercizio di bilancio o dall’anno ancora in corso.

pdfConsiglio di Stato n. 692 del 19 febbraio 2016

Il 16 febbraio è entrata in vigore la legge n. 12 del 20 gennaio 2016 che riconosce il cd. “ius soli sportivo”. In base a queste nuove disposizioni i minori stranieri regolarmente residenti in Italia, a partire dal decimo anno di età, potranno essere ammessi al tesseramento nelle società sportive delle federazioni nazionali con le stesse procedure previste per i cittadini italiani. La legge recepisce pertanto la prassi di alcune società sportive che già ammettevano al loro interno minori non italiani. Ora le federazioni di tutte le discipline sportive dovranno adeguarsi.

Con il D.P.C.M. del 14 dicembre 2015 pubblicato oggi, il Governo ha stabilito le quote di ingresso dei lavoratori non comunitari per l’anno 2016. In particolare, sono previsti 1000 ingressi per lavoro subordinato non stagionale per coloro che abbiano completato all’estero programmi di formazione ed istruzione, 100 ingressi per lavoratori di origine italiana di Argentina, Uruguay, Venezuale e Brasile e 100 ingressi per lavoratori che abbiano partecipato ad Expo Milano 2016. Per il lavoro autonomo sono invece autorizzati 2.400 ingressi di imprenditori che intendano investire in Italia almeno 500.000 euro o creare almeno tre posti di lavoro ovvero avviare “start-up” innovative oppure ancora professionisti o artisti di chiara fama. Nel decreto sono, inoltre, previste circa 14.000 quote per le conversioni dei permessi di soggiorno per lavoro stagionale, studio e formazione e per coloro che siano titolari di permesso di soggiorno UE per lungo periodo rilasciati da altro Stato Europeo in permessi di soggiorno per lavoro subordinato e per le conversioni in lavoro autonomo di permessi per studio e formazione e per coloro che siano titolari di permesso di soggiorno UE per lungo periodo rilasciati da altro Stato Europeo. Infine, sono stati predisposti 13.000 ingressi per lavoro stagionale. Per quanto riguarda la presentazione delle domande, si parte il prossimo 9 febbraio per i lavoratori non stagionali ed il 17 febbraio per i lavoratori stagionali.

pdfDecreto Flussi 2016

pdfCircolare Flussi 2016

Con la sentenza del 18 dicembre 2015, il Tribunale di Roma ha dichiarato l’acquisto della cittadinanza italiana in favore di una giovane nata in Italia e qui sempre vissuta nonostante ella avesse ottenuto il rilascio del permesso di soggiorno soltanto all’età di 16 anni. Ciò a causa delle problematiche del suo nucleo familiare che avevano portato il Tribunale per i Minorenni a disporre la decadenza della potestà dei genitori nei confronti della figlia e poi l’affidamento di quest’ultima ad altra famiglia. Tuttavia, ella nell’ambito del processo ha dato dimostrazione di non essersi mai allontanata dall’Italia e, pertanto, di aver risieduto ininterrottamente sul Territorio Nazionale fino alla maggiore età. Il Tribunale ha, dunque, ritenuto sussistenti tutti i requisiti per l’ottenimento della cittadinanza italiana non potendo essere posti a carico della minore i comportamenti omissivi dei genitori, da cui peraltro poi era stata allontanata, che non avevano provveduto alla sua tempestiva regolarizzazione.

pdfTribunale di Roma 18/12/2015

Con Decreto del 19.11.2015, pubblicato su G.U. n. 280 del 1.12.2015, il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha fissato allo 0,0% per l'anno 2016, in via previsionale, la perequazione automatica da attribuire alle pensioni. Di conseguenze l'importo definitivo dell'assegno sociale per l'anno 2015 è pari a 5824,91 e per l'anno 2016 viene mantenuto lo stesso importo perché la perequazione è pari a zero.

La sentenza n. 5715 del Consiglio di Stato, depositata il 17 dicembre 2015, ribadisce l’importante principio secondo il quale, in applicazione dell’art. 22, comma 11, del D. Lgs. 286/98, lo straniero che perde il posto di lavoro ha sempre diritto ad essere iscritto nelle liste di collocamento per un periodo non inferiore ad un anno e, quindi, ad ottenere il rilascio del permesso di soggiorno per attesa occupazione. La proroga di un anno deve essere concessa a partire dalla data di cessazione dell’ultimo contratto di lavoro.pdfConsiglio di Stato n. 5715/15

Con la Circolare n. 2255 del 30/10/2015, il Ministero dell’Interno ha chiarito alcuni punti relativi al sistema di accoglienza di coloro che richiedono la protezione internazionale a seguito dell’entrata in vigore del Decreto Legislativo 18/08/2015 n. 142. In particolare, in base alle nuove disposizioni, l’accoglienza cessa al momento della notifica del decreto di rigetto dell’istanza di riconoscimento della protezione internazionale salvo nel caso di proposizione del ricorso. Tale situazione potrebbe essere applicata anche a coloro che, pur avendo ricevuto un diniego dalla Commissione Territoriale sulla protezione internazionale, hanno diritto al rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari.

pdfCircolare Min Interno n. 2255 del 30/10/15

Il Consiglio di Stato con la sentenza n. 5024 del 4 novembre 2015 è nuovamente intervenuto sui presupposti per la revoca del permesso di soggiorno UE per lungo soggiornanti. In particolare nella sentenza viene ribadita, nel solco della precedente giurisprudenza, la necessità per l’Amministrazione di svolgere una valutazione globale sulla pericolosità dello straniero tenendo conto di importanti elementi quali la durata del soggiorno in Italia, la sussistenza di precedenti penali a carico e l'inserimento sociale, familiare e lavorativo dello straniero.

pdfConsiglio di Stato Sentenza n. 5024/15

Il 16 marzo 2015 la Regione Piemonte ha deliberato l’obbligatorietà dell’iscrizione dei minori stranieri al Servizio Sanitario Regionale a prescindere dal requisito del permesso di soggiorno, ciò in ossequio ai principi di tutela dell’infanzia contenuti nella Convenzione di New York e richiamati dalla normativa interna. Con la Circolare applicativa che si allega si chiariscono la procedura e gli effetti dell’iscrizione  Il minore avrà dunque diritto alla scelta del pediatra e/o del medico di base a seconda dell’età e l’iscrizione sarà rinnovata di anno in anno fino ai diciotto anni. Ai minori non comunitari sono assimilati i minori comunitari privi dei requisiti per l’iscrizione al Servizio Sanitario o della Tessera Europea di Assicurazione del paese di provenienza.

pdfCircolare Iscrizione SSN Minori

Con la sentenza n. 1530 del 30 settembre 2015, il TAR Piemonte ha ribadito che, ai sensi del comma 6 dell’art. 14 del DPR 394/99, il permesso di soggiorno per motivi di studio può essere convertito in permesso di soggiorno per motivi di lavoro solo prima della scadenza e previa stipula del contratto di soggiorno per lavoro presso lo Sportello Unico. Non è dunque prevista dalle disposizioni vigenti la possibilità di chiedere dapprima il rinnovo del permesso di soggiorno per studio e solo successivamente rivolgersi allo Sportello Unico per il rilascio del nulla osta alla conversione. Il Tribunale osserva, infatti, che se è vero che i termini relativi al rinnovo del permesso di soggiorno (e quindi anche alla sua conversione) non hanno natura perentoria, bensì ordinatoria ed acceleratoria, tuttavia è necessario evitare che sia rimessa alla totale discrezionalità dell'interessato la scelta relativa ai tempi di presentazione.

pdfTAR Piemonte n. 1530 del 2015

A seguito delle decisioni del Consiglio Europeo del 14 e 22 settembre 2015, l’Italia ha presentato una propria tabella di marcia (Roadmap) nell’ambito della quale sono stati individuati gli hotspots (aree di sbarco attrezzate) in territorio italiano, quali Lampedusa, Pozzallo, Porto Empedocle e Trapani, dove saranno assicurate le operazioni di soccorso, prima assistenza, registrazione e fotosegnalamento di tutti gli arrivi. Ai richiedenti asilo appartenenti a quelle nazionalità per le quali il tasso di riconoscimento della protezione internazionale è pari o superiore al 75% (attualmente siriani, iracheni ed eritrei) verrà data la possibilità di ricollocamento (relocation) ovvero potranno essere trasferiti in un altro Stato UE per l’esame della domanda.

pdfCircolare Ministero Interno 14106 del 6/10/2015

Lo ha affermato la Corte di Cassazione nell’ordinanza n. 19201 del 28 settembre 2015 stabilendo che il Giudice di Pace, ai sensi della Direttiva 2008/115/CE, è tenuto a valutare, oltre ala legittimità del provvedimento di espulsione presupposto anche le sussistenza di ragionevoli prospettive di rimpatrio. Nel caso in cui non vi siano possibilità concrete di effettuare l’allontanamento, il trattenimento diviene illegittimo. Nel caso in esame si trattava di una donna apolide di fatto, priva passaporto e residente in Italia da oltre 20 anni per la quale risultava, dunque, impossibile l’accompagnamento nel paese di origine.

pdfCorte di Cassazione 28 settembre 2015

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